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“Il colore del Sole”, torna la magia del Piccolo Principe a New York

Mattia Ronsisvalle (October 18, 2018)
Ritorna il Piccolo Principe, questa volta a New York, grazie all’idea di Paola Sinisgalli, ideatrice e regista del film, che si è ispirata al capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry scritto proprio nella Grande Mela nei primi anni ’40.

New York è tutto sommato ancora  la terra dei sogni, la terra delle avventure e la terra di chi cerca nuove opportunità.

Il progetto di Paola Sinisgalli, si inserisce uno scenario perfetto per questa metropoli.
 

Proprio lei che a New York si è trovata un po' per caso, un po' per fortuna.
 

Ma chi è l’autrice di questa “re-born” de “Le Petit Prince?” .
 

Paola è una donna di 31 anni, con una laurea e un master in marketing conseguito a Milano e un sogno: trasferirsi e lavorare a New York.

Un sogno reso possibile dalla vincita della famosa “Green Card” tramite la lotteria con cui il governo americano ogni anno mette in palio un numero definito di permessi a secondo Paese di appartenenza.

Partono così i suoi  tanti progetti americani: la nascita della sua agenzia di comunicazione, la “TheCreativeShake”, che ha iniziato occupandosi di siti web, poi della gestione dei social media, delle relazioni pubbliche, per arrivare poi al video-making con il cortometraggio “Without”.
 

Proprio da questo ultimo lavoro, la regista, ha avuto l’ispirazione per il “Colore del Sole”, il primo e unico lungometraggio "live action" ispirato a “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry e ambientato a New York. Il progetto è lanciato con una campagna di raccolta fondi su Kickstarter per realizzare il film.
 

Il classico francese sembra così riprendere vita, come è giusto che sia, per far conoscere alle nuove generazioni un libro che è stato tradotto in ben 300 lingue e svariati dialetti, vendendo più di 200 milioni di copie dalla sua pubblicazione avvenuta proprio a New York nel 1943.
 

La favola così come la conosciamo si trasforma in un racconto metropolitano in cui anche il classico "viaggio" del protagonista prende una svolta nuova confrontandosi con la vita sfrenata della giungla di cemento newyorkese, con i suoi quartieri iconici e multietnici.
 

New York, infatti, si presta in modo naturale a divenire palcoscenico metaforico del deserto interiore del co-protagonista, un pilota quarantenne francese con un senso di solitudine generato dall'età adulta, spesso troppo carica di preoccupazioni prive di reale importanza. Il suo vuoto verrà colmato dall’incontro con un bambino misterioso che cambierà la sua esistenza per sempre, insegnandogli il vero segreto della vita.

Tra gli attori del cast interessati a interpretare gli eterogenei personaggi del racconto, non mancano volti importanti e conosciuti come:  Luis Guzmàn (Il Conte di Montecristo, Miami Vice e Narcos) nel ruolo del Latin King, un boss pentito della mafia portoricana che incontra il principe, appena atterrato nel Bronx ispanico insieme a uno stormo di uccelli selvatici; Michael Imperioli (I Soprano, Quei Bravi Ragazzi, Panico a New York) nella parte del businessman, un broker di Wall Street che gestisce le stelle, nel cielo di una notte calda d’estate, come se fossero denaro e, infine, Philippe Petit (Man on Wire, The Walk, Mondo) per un cameo ispirato a un disegno inedito contenuto nel manoscritto originale di Antoine de Saint-Exupéry, custodito alla Pierpont Morgan Library & Museum a New York. Philippe Petit, eccezionale giocoliere e funambolo, è conosciuto in tutto il mondo per la traversata del '74, sospeso su un filo, tra una Torre Gemella e l’altra. Una magica connessione lega l'artista di strada al film: suo padre infatti, Edmond Petit, pilotava aerei da caccia durante la seconda guerra mondiale proprio insieme all'autore de Il Piccolo Principe, anche lui aviatore.
 

“Il colore del Sole”, secondo quanto dice Paola Sinisgalli, rimarrà fedele all’opera originale: i temi sull’infanzia, sulla crescita e sul calore umano, saranno semplicemente trasportati in una nuova location oltreoceano come New York.

Il film sembra mostrarsi come un prodotto non solo per le nuove generazioni, ma anche per quegli adulti nostalgici che hanno la voglia di ritornare bambini.

“Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano” cita un passaggio del Piccolo Principe, in cui si comprende che tutte le persone che ora sono adulte in passato hanno vissuto la loro infanzia e sono state dei bambini, ma sono davvero in poche a tenerne conto.

Eppure lo stratagemma per vivere un’esistenza più appagante sarebbe proprio quello di riscoprire il nostro bambino interiore e di ascoltare la sua voce. I bambini non sono adulti in miniatura. Sono gli adulti ad essere bambini un po’ cresciuti, anche se spesso se ne dimenticano.

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