Focus in Italiano::Opinioni

Opinioni

Diego Maradona. Era il più grande di sempre

Ancora oggi a distanza di anni e a migliaia di km da Napoli, noi napoletani all’estero dobbiamo sorbirci i soliti stereotipi e luoghi comuni su Napoli e Maradona. Napoli Camorra e Maradona Cocaina. E a noi poco importa, anzi parlare di Diego ci aiuta a far capire la sua importanza e l’orgoglio del popolo napoletano. Un popolo, una cultura che Diego ha fatto sua dal primo momento. A volte penso che l’aver scelto Napoli lo abbia portato ad essere tanto odiato e criticato. Lo schierarsi così apertamente per una città e un popolo da sempre preso di mira da stereotipi e odio antimeridionale lo ha reso bersaglio degli haters

Covid 19. Libertà e strafottenza

Siamo ad una svolta storica costretti dalla pandemia a fare i conti con le nostre paure, le nostre ansie, soprattutto con la nostra incapacità del saper vivere insieme Cos’è la libertà? Me lo sono chiesto prima che si “chiudesse per mancanza di senso civico”, prima del “tutto chiuso per aver lasciato tutto aperto senza freni”, prima che il dominio e la scelleratezza del “nun me ‘mporta, non me passa manco pa’ capa!” ci costringesse tutti a misure più estreme per sperare di limitare i danni da Covid.

New York e le sue api operaie invisibili

Da poco ho finito la mia quarantena e in questi primi giorni ho deciso di andare a trovare la New York meno conosciuta. Quella dove non si va quasi mai. I suoi quartieri più popolari, abitati da ispanici o neri, orientali, quella dei migranti ...

Il mio ricordo di Michel Piccoli

Nel 1982 venne all’Aquila per le riprese del film “Il generale dell’Armata morta” di Luciano Tovoli ...

Il “Gruppo Patrioti della Maiella”

La Brigata Maiella - Medaglia d'oro al Valor militare - e il suo straordinario contributo alla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo

Un tempo che ci chiede di cambiare

Pubblichiamo il testo dell’omelia, tenuta nel corso della messa del Martedì di Pasqua 2020 al Santuario d'Appari, nel giorno della Festività della Madonna d’Appari - la festa più importante dell’anno a Paganica (L'Aquila) - che non si è svolta a causa del Coronavirus.

Joseph Tusiani. «Inneggerò alla vita. ‘Oggi’ chiamandola, e non più ‘Domani.’»

Saluto con affetto questo grande intellettuale dalla semplicità raffinata. Poeta dell’essenza della vita. (San Marco in Lamis, 14 gennaio 1924 – New York, 11 aprile 2020)

L'umanità allo specchio del Coronavirus

Considerazioni e proposte per un mondo a misura dl'uomo

Racconti in Quarantena. Il vecchio Papa

27 marzo. Papa Francesco rivolge a Dio la sua preghiera per l'Umanità, impartendo poi la benedizione eucaristica Urbi et Orbi.

Quando passerà la notte?

Eppure segni di speranza sono forti, evidenti: un senso globale di formidabile desiderio di armonia che un numero sempre più crescente di donne e uomini del pianeta avvertono come auspicabile, necessario, una diversa visione della comunità umana compassionevole che nasce dal dolore condiviso, dal vissuto di bene e di speranza che proviene da un sentimento di appartenenza e di rispetto per la vita

L'accoglienza delle persone migranti

Un testo di estremo interesse, un volume che vede la luce in un periodo caratterizzato da contrapposizioni e lacerazioni importanti all'interno della società italiana sulla questione dell'immigrazione. "L'accoglienza delle persone migranti. Modelli di incontro e socializzazione" AA.VV. (a cura di Tiziana Grassi), One Group Edizioni, L’Aquila, 2019

Ancora un giro di chiave. Nino Marano. 49 anni in carcere

Presentato a New York il libro di Emma D’Aquino che racconta la storia di Nino Marano, un uomo che ha passato 49 anni in reclusione. Tutto comincia con un furto di peperoni e melanzane. Arrestato e incarcerato, è in galera che Nino diverrà un pluriassassino e non uscirà più. Momenti di speranza in una possibile redenzione si alternano con la crudezza della violenza che ritorna. La pena si allunga e sembra quasi la scusa per nuovi delitti. Una vicenda dura e controversa che offre tanti spunti di riflessione.

Non dimenticatevi di me

Oggi più che mai la necessità di lottare per la memoria di chi si è amato è un dovere della salvaguardia dell’umano, non solo per la storia individuale, ma per un’attitudine collettiva alla memoria tradita.

Cosa c'è dietro un piatto di meatballs

Una tv italiana realizza un programma per cercare gli ‘italiani puri’ partendo dalla scelta di piatti. Il risultato? Supponenza, arroganza e scarsa conoscenza

‘Your Italian Hub’. E i-Italy?

EDITORIALE. Nasce una nuova Società di comunicazione. Non solo di informazione. Un Hub dove i-Italy viene incorporata

La democrazia liberale e il fantasma di Rousseau

In Italia c’è un movimento politico che ha riportato in auge Jean-Jacques Rousseau (1712-1778). ‘Rousseau’ è il nome di una piattaforma virtuale attraverso la quale i militanti di questo movimento si esprimono su questo o quel tema politico o propongono l’approvazione di una determinata legge.

Non esiste un mondo migliore senza lavoro

E' una menzogna la libertà senza lavoro, caricatura la democrazia. Il mondo del lavoro cambia, cambia la stessa idea di lavoro e mentre ad altre latitudini si attrezzano, si ristrutturano, si organizzano e inventano spazi di nuovo significato all’impresa, al commercio, alla tecnica, alla ricerca di mezzi e strumenti di nuova generazione, la classe politica nostrana gioca al massacro, pensando ad inventare nemici piuttosto che a coltivare speranza.

Soft Power. Cosa c’entrano i giovani nel mondo?

Riflessioni dopo il Seminario di Palermo con 115 giovani italiani provenienti da tutto il mondo

L'Aquila, dieci anni dopo

Oggi è il giorno del ricordo di quella notte sconvolgente, quando il terremoto squassò L'Aquila e 55 altri comuni, sconvolgendo le vite delle popolazioni del cratere sismico. La città capoluogo d'Abruzzo fu lacerata, paralizzata nei suoi servizi, mutilata e ferita nel suo straordinario patrimonio d'arte e d'architetture, uno dei centri storici più preziosi e vasti d’Italia. 309 le vittime. Di loro faremo sempre memoria. A loro va il nostro raccoglimento, la nostra preghiera muta, rispettosa dei familiari rimasti con la lacerazione perenne del cuore.

L’Aquila, dieci anni dal terremoto del 2009

Avrei voluto che L’Aquila fosse riuscita ad individuare un luogo, nel suo territorio comunale, dove piantare 309 alberi, perché fosse possibile un ricordo vivente delle vittime del sisma del 6 aprile 2009. E’ in corso invece una procedura che individui un possibile “monumento ai caduti”: perché ancora L’Aquila non ha trovato il modo di dare una strutturazione degna al lutto e alla memoria