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Opinioni

Violenza. Denunciare è un atto di amore

Poche ancora sono le donne che accusano presso l'autorità competente, poche quelle che riescono a farlo soprattutto per quella violenza subita tra le mura di casa costrette al silenzio per mantenere il buon nome della famiglia

Giornata del sacrificio italiano nel mondo

Messaggio del Ministro degli Esteri e Cooperazione in occasione del 62° anniversario della tragedia della miniera di Marcinelle

Quando si vede con occhi che non vedono

Nei miei primi anni di insegnamento mi i fu affidata la cattedra per i ragazzi non vedenti che frequentavano la scuola. Erano poche classi miste di media inferiore, frequentate ognuna da pochi ragazzi. Forse sono stati gli studenti più incredibili che abbia mai avuto.

Caro piccolo Leone, business is business!

Innamorarsi nell’era digitale e decidere di fare un figlio vivendo in costante collegamento con i social media. Capita se si tratta di Chiara Ferragni, detta The Blonde Salad, fashion blogger con 12,4 milioni di followers che fattura con le sue aziende qualcosa come dieci milioni di euro l’anno e di Fedez, il rapper più famoso d’Italia, con 5,3 milioni di followers.

Quando la vita e la morte galleggiano sullo stesso scafo...

Quando si arriva a concepire che i bambini, i nostri, siano “diversi” dai loro, allora le parole iniziano a devastare l’umano come al tempo del Terzo Reich. La giustizia più che essere dovuta per diritto di umanità è sottomessa alla sola regola economica. Il problema delle sponde, dei grandi movimenti migratori che interessano il mondo ad ogni latitudine, non si risolverà chiudendo i porti o minacciando di chiuderli. Masse di popoli, spinte dalla fame, dalla disperazione, dalle guerre, tutte frutto di un colonialismo del passato e di una corruzione del presente non sono governabili, non per sempre. Paesi poveri, gente del Sud del mondo, che si muove in cerca di aria irresistibilmente, come prigionieri di cave inospitali, che per respirare allungano la testa fuori, verso l’alto, in attesa di futuro, non si possono respingere per sempre.

Per questo non resterò neutrale

E' arrivato il tempo del coraggio. Ignavi li chiamava Dante che li colloca in un posto incolore dell'oltretomba... Non resterò a guardare se viene schiacciato chi per il colore della pelle è considerato straniero, chi per sesso è ritenuto nemico, chi per diversità di opinione è visto come un appestato. Credo nel paradiso domani e spero che un giorno ci possa essere un posto anche per me, indegno, lo spero fortemente. Semmai preferisco l'inferno per amore della libertà e dei fratelli, piuttosto che la devastante sterilità di un mondo fatto di ignavia, preferisco farmi trovare alla porta della verità con i coraggiosi superstiti di ideali per raccontare un mondo diverso: "Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò e andò ad aprire e vide che non c'era nessuno" (Martin Luther King).

Il nostro messaggio nella bottiglia. Facciamo rete!

Tra la mani avete un’edizione speciale per festeggiare i primi cinque anni di i-Italy Magazine, con una selezione dei nostri migliori servizi, le interviste, i reportage pubblicati. Inoltre, quasi tutti sono il racconto cartaceo di servizi televisivi. Compie infatti 5 anni anche il nostro programma “i-ItalyTV” in onda ogni domenica alle 13 su NYC Life. Il portale web i-Italy.org, invece, ne farà 10 tra qualche mese, essendo stato varato nel maggio 2008!

6 aprile 2018. L'Aquila, nove anni dopo

Ma troppi fabbricati restaurati e rimessi a nuovo sono purtroppo ancora vuoti. La scena offerta da palazzi secolari dall’aspetto oggi nuovissimo, contigui a cantieri con le gru in movimento, è invero singolare anche per chi ne ha esperienza quotidiana. Si ha l’impressione di uno spazio cittadino in divenire, incompiuto, direi informe, dove tutto deve ancora succedere in un futuro dalle dimensioni ignote. Ricordo che un politico in auge all’epoca del sisma, dopo avere sorvolato la città subito dopo il catastrofico evento, disse che per rifarla ci sarebbero voluti almeno trent’anni. Se dopo nove anni la metà è rimessa a nuovo, possiamo essere ottimisti sui tempi a venire.

Pasqua. E la vita intera viene provocata ...

È così difficile la Pasqua che anche i preti fanno fatica ad annunciarla, perfino a parlarne tra di loro. Più facile per loro l’allegoria del presente da rintracciare nella narrazione del bene da fare e del male da evitare, del peccato che condanna al castigo e della grazia che consegna al paradiso, che fare i conti con il mestiere esaltante e arduo di chi deve vedere per sé e far vedere agli altri l’Oltre, al di là del già visto, e proclamare vinta la morte e consegnata per sempre la storia alla Pasqua di ogni resurrezione.

Pasqua, festa complicata da raccontare

Augurare buona Pasqua non è fatto di circostanza, è gioia di futuro da passare, speranza da raccontare, coraggio da organizzare, stile di vita da proporre, è gridare che la terra del cielo è in nostro possesso, eredità d’amore concessa all’umano.

Buonismo, vera malattia morale di questo secolo

Sono irreparabili i danni sul piano sociale in ambito pedagogico dove è più pertinente parlare oggi di “ lassismo” o “ permissivismo” che hanno sottratto bambini e giovani al senso del sacrificio e della disciplina. Senza generalizzare, le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: droga, comportamenti devianti, imbarbarimento dei costumi, mancanza di rispetto per gli educatori, siano essi della famiglia o della scuola, fino alla perdita totale di qualsiasi freno inibitorio. Uccidere è solo uno stadio di tale decadenza. E purtroppo, non ultimo.

La Chiesa che non fa più scandalo ...

Se Cristo non fosse più scandalo o follia, se venisse ridotto a un simulacro per il potere terreno di Ratzinger o di Bergoglio, per sostenere l’uno tradizionalista, l’altro liberale, sarebbe per quell’annuncio, che ha sconvolto il mondo, una bestemmia. Ci sono due tipi di scandalo, il primo è quello degli uomini che seducono i deboli, i piccoli, ai quali bisognerebbe attaccare una pietra al collo per farli sprofondare nel mare. Il secondo è quello del Cristo crocifisso, che la ragione umana non può accettare, è una follia credere in una salvezza possibile arrivare da un condannato a morte, che grida contro l’ingiustizia di tutte le croci e rimanda al loro abbattimento.

Quando si preferisce l’ignoranza alla verità

A volte si fanno chilometri per raggiungere un santuario, si attendono ore per essere ricevuti da un santone o un veggente. E tuttavia non si riesce a incontrare Gesù nella persona sofferente e bisognosa. Senza far torto a chi nella chiesa quotidianamente lotta per la bellezza della parola, i fatti di Casapesenna non sono un caso, sono il frutto di una chiesa decadente che pur di continuare ad esistere, preferisce l’ignoranza alla verità.

Per chi davvero ama e sa cos’è l’amore

È nella verità che bisogna dirsi, nella complicità delle scelte, negli sguardi d’intesa che una coppia costruisce e mantiene salda la sua unione

In una città senza madri i figli sono alla sbando

Ma a Napoli accanto agli scugnizzi c’erano le madri, c’erano loro dove la legge latitava, dove lo Stato non riusciva a organizzare convivenza civile, dove la chiesa, la scuola non riusciva a passare una parola di senso: mamma a Napoli era dire casa. E le madri di Napoli quelle del popolo o della nobiltà erano carnali, violente, feroci nel loro essere possessive e protettrici dei loro figli: cambiavano i Signori che comandavano questa città, ma chi davvero regnava erano le madri. Anche quando avevi avuto la disgrazia di perderla la madre, di non averla mai conosciuta, questa città non ti lasciava senza un’immagine indispensabile per sopravvivere. Non ti chiamavano trovatello né orfano, ma figlio della Madonna. La guerra, gli americani, le nuove dinamiche di famiglia e di cultura che polverizzeranno il ruolo della donna madre, piano piano, qui più che altrove, trasformeranno la città in terra di nessuno

Le parole ... parole... della politica

Insopportabile, insostenibile, inconsistente politica parolaia, becera propaganda ad uso di sudditi ignoranti e sprovveduti, mercato truccato della vendita “del tutto è possibile se scegli noi”, volgarità di partiti che, in questa noiosa e volgare kermesse elettorale, rappresentano solo se stessi. E qualcuno spera perfino di portare la gente al voto! Si ha come la sensazione che mai come oggi, mentre la parola “democrazia” viene usata a sproposito da destra a sinistra, se ancora esiste una destra e una sinistra nella politica italiana, mentre attraversa il quotidiano come se fosse valore acquisito, ne abbiamo perso di vista la sua forza reale, e così facciamo di questa magica parola un uso nauseante, come nauseante è quello di responsabilità, di partecipazione.

Il vero mestiere della Chiesa

Il destino della Chiesa si gioca sulla sua capacità di essere credibile nella Parola che annuncia, comprensibile nella verità che passa, creduta oltre il detto. “La sfida grande della Chiesa oggi è diventare madre, non una Ong ben organizzata”. Capisco che è difficile cambiare i paradigmi interpretativi in un mondo in rapido mutamento, capisco che quando Papa Francesco fa affermazioni come questa rischia, ma rischierebbe di più e con più vantaggio per la Chiesa se oltre le parole dicesse o facesse dire alla Chiesa gerarchica come realizzare il cambiamento, come far mutare le strutture di governo ecclesiastico e di annuncio della Parola.

L'aggressione dell’ignoranza

I fatti raccontano una citta' allo sbando ed è inutile ricercare colpevoli, sono noti, sono sotto gli occhi di tutti e l’indignazione da sola dei soliti commentatori del giorno dopo è un alibi per nascondere responsabilità, scappare di fronte all’assurdo di crimini gratuiti, vigliaccheria, comunque, in ogni caso già scritti, tutti prevedibili. Quello che cercano i ragazzi “perduti” è essere ritrovati proprio là dove la prepotenza criminale li trasforma da quotidiani fantasmi in primi attori per esistere, per uscire alla scoperto, per vincere il nulla che li opprime.

Travolti dall’onda anomala di una crisi non solo economica

Come vorrei una appassionata e travolgente stagione in cui i protagonisti fossero loro, i nostri ragazzi, pronti a trovare lo slancio e la curiosità di organizzare anche per noi un mondo migliore. Io ci credo, credo che sia ancora possibile. E credo che come nel ’68 quel vento giunse all’improvviso, così sarà. E per quanto mi riguarda, comunque e in ogni caso, sarò dalla loro parte.

Una società che anestesizza la morte

Oggi non parliamo della morte perché o non crediamo nella vita oltre la vita o non abbiamo il coraggio della vita fatta perfino di quotidiana morte e pensiamo di sfuggirla nascondendola a noi stessi.