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Articles by: Gennaro Matino

  • Giochi all'aperto in una scuola di una volta
    Possibile che per sentirsi vivi bisogna sapere se qualcuno ha condiviso un nostro post su Facebook o se qualcuno voglia chattare con noi “in privato”? Sempre più persone pensano di esistere solo se qualcuno li abbia cercati o contattati sui social, dimenticando che si è uomini solo se ci si contamina con l’umano costringendo la vita a relazioni vere, autentiche. Piccole cose che fanno grandi le storie anche se non sfuggono alla necessità di avere un lavoro soddisfacente, un paese accogliente, un tempo interessante da vivere, ma le piccole cose sono l’essenziale che dà significato alle grandi e permettono alle grandi di crescere.
  • E quanta pace se in quella notte, la tua notte, sai farti provocare dalle stelle che aprono pensieri utili a provocare risposte sorprendenti, inaspettate. Quante sono le stelle in cielo? Una domanda che affascina e che fa sorridere. Affascina perché ti pone di fronte all’universo a scrutare l’infinito, perché suscita la curiosità dello studioso, l’emozione dell’innamorato, risveglia il sogno e nutre di invenzioni il poeta. Ma fa anche sorridere, infantile, inutile, visto che non abbiamo risposte e probabilmente non le avremo mai. E poi a che servirebbe contare le stelle e quale utilità ne può mai derivare alla vita. Eppure se te lo chiede un bambino, e se le stelle le puoi contare nei suoi occhi mentre fissa la meraviglia di un cielo stellato, tutto cambia, tutto è diverso, tutto ha un senso.
  • Io sto con loro, con tutti i giovani italiani per sangue, per nascita o per cultura, perché se fossi altrove avrei perso me stesso e tradito il mio essere davvero italiano. “Io sto con loro” è schierarsi e scegliere in quale parte del campo giocare la propria avventura e rendere possibile il sogno di un’umanità che sa accogliere, apprezzare, accettare la diversità come valore straordinario per costruire una società integrata, giusta, orientata alla fraternità e all’armoniosa sintesi tra localismo e universalità. Non è un atto di carità, di misericordia, quasi elemosina da passare a chi è inceppato nella sfortuna di non essere italiano, ad usurpare spazio e capitali, è solo ius, giustizia che dice a chi non ha altro Paese che il nostro che è anche il suo.
  • Yet in times like these, when tensions run high, people must search the depths of their hearts for the power to hold high the flag of peace. Never before has it been so important to recall the words of the Lord: “Peace be with you.”
  • È strano che proprio nella nostra epoca dove ognuno sembrerebbe padrone della propria storia, dove a proposito e a sproposito si parla di autodeterminazione, si avverta un senso di disagio, una perdita collettiva di equilibrio. Paura del domani, paura del passato, paura se le risposte non arrivano e mentre la paura avanza la vita si fa dietro. Morire l’ultimo istante è storia che dice tempo, morire per la paura di ogni istante è abortire la vita.
  • Sbarco di migranti a Napoli. Foto della Marina Militare
    L’Europol ha lanciato l’allarme: diecimila minori non accompagnati sbarcati in Europa nel 2015 sono scomparsi dopo il loro arrivo, 6000 solo dall’Italia. Probabilmente sono finiti nelle mani di una rete criminale internazionale per avviarli alla prostituzione o alla schiavitù.
  • Papa Francesco e Trump faccia a faccia in Vaticano. La salute del pianeta al centro del colloquio. Il libretto di “Laudato sii” donato al presidente degli Stati Uniti. L'enciclica che sfida i potenti della terra che, avendo eretto altari all’economia diabolica, hanno messo a rischio la nostra casa comune. “Laudato sii”, il perenne cantico delle creature che, da San Francesco a Papa Francesco, sprona gli uomini di buona volontà ad essere custodi della terra.
  • I numeri che contano raccontano che nel nostro Paese le mura domestiche uccidono più della mafia, più della delinquenza organizzata. E se non uccidono, restano incancellabili i danni “dentro”, “sopra” la pelle dei brutalizzati. Lo scenario è drammatico: dal 2006 al 2016 le donne uccise in Italia sono state 1.740 e di queste 1.251 in famiglia, 846 all’interno della coppia, 224 per mano di un ex compagno, fidanzato o marito.
  • Dal film di Nanni Moretti, “La stanza del figlio”, Laura Morante
    Ho rivisto in questi giorni un grande film di Nanni Moretti, “La stanza del figlio”, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes, e devo dire che mi ha commosso di nuovo, profondamente. I conti con la verità del dolore non si saldano mai, sarà perché per “mestiere” i conti li fai spesso, che la visione del film, in questi giorni, ha provocato in me pensieri strani, dolore, speranza, domande di senso su quello che avviene nel quotidiano vivere a Napoli o altrove, su troppi innocenti, giovani e bambini, uccisi da una sorte crudele, incidente, malattia, o da scandalosa ingiustizia, che sia guerra, armi chimiche, fame o traversate criminali
  • Sono stanco di sentire parole come “branco” se servono agli esperti buonisti per sciorinare concetti che vorrebbero il degrado morale di una gioventù violenta e volgare superare la responsabilità individuale di chi commette il crimine in forza dell’attrazione del gruppo, quasi che “branco” fosse condizione attenuante e non aggravante, che insieme si può essere comodamente cattivi per ritornare facilmente buoni da soli.

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