header i-Italy

Articles by: Gennaro Matino

  • Siete contro la storia e la storia vi darà torto. Lo Ius soli è un diritto già acquisito nei fatti. Sarà approvato in questa legislatura, come io spero, lo sarà nella prossima, ma sarà legge se non per un ideale forte, per necessità di stato, smascherando ancora una volta un’Italia razzista che si nasconde dietro un fiume di parole, di opportunismo, di malcelata voglia di isolazionismo, di fuga dalla realtà del tempo che non consente di negare che, ci piaccia o meno, le nostre società sono multietniche, colorate di religioni e di cultura e non si può tornare indietro.
  • Mark Zuckerberg
    Il creatore e fondatore di Faceook ha riconosciuto nel giorno più solenne per lui, ebreo, che qualcosa nel suo lavoro non va. Non è una critica dall’esterno al sistema Facebook, è la presa di coscienza di chi sa che anche la sua invenzione è a rischio di durata se consente alla pura libertà di parola di essere tradita, di chi sa che proprio la libertà senza regole ha permesso a Facebook di diventare così potente da rischiare oggi di distruggere se stesso.
  • La cronaca sciorina i particolari del sopruso e si trasforma in morbosità, pornografia del corpo e della mente che poteva essere evitata, bastava il nome dello scempio per raccontare ... Ma si sa che le notizie fanno affari se sanno essere estreme e nulla di più appetibile per la cronaca è la materia morbosa che si nutre di ciò che resta sospeso sul confine tra lecito e perverso. La verità è che i fatti denunciati dalla cronaca, raccontati dalle vittime sono solo la punta di un iceberg che lontanamente riescono a descrivere quanta violenza sessuale alberghi nel nostro quotidiano, di quanto perbenismo ipocrita sia rivestita la società per nascondere trame di dolore
  • Opinioni
    Gennaro Matino(September 10, 2017)
    Essere a Gerusalemme in questi giorni è anche essere protagonisti di un tempo che ancora non riesce a lasciarsi coinvolgere dal grido della vita, della pace, la stessa pace che il Risorto annuncia ai discepoli prigionieri nel cenacolo. Si avverte che basta un nonnulla per scatenare l’inferno. Non puoi non farti domande di senso quando partecipi alla memoria del popolo eletto, pregando a quel muro che racconta vestigia passate e ricorda il tempio distrutto mentre i giovani, ormai adulti per quella comunità, leggono la Thorà. Non puoi non farti provocare dall’altro muro, diverso da quello del pianto, ma comunque bagnato di lacrime, eretto per dividere il destino di due popoli.
  • Giochi all'aperto in una scuola di una volta
    Possibile che per sentirsi vivi bisogna sapere se qualcuno ha condiviso un nostro post su Facebook o se qualcuno voglia chattare con noi “in privato”? Sempre più persone pensano di esistere solo se qualcuno li abbia cercati o contattati sui social, dimenticando che si è uomini solo se ci si contamina con l’umano costringendo la vita a relazioni vere, autentiche. Piccole cose che fanno grandi le storie anche se non sfuggono alla necessità di avere un lavoro soddisfacente, un paese accogliente, un tempo interessante da vivere, ma le piccole cose sono l’essenziale che dà significato alle grandi e permettono alle grandi di crescere.
  • E quanta pace se in quella notte, la tua notte, sai farti provocare dalle stelle che aprono pensieri utili a provocare risposte sorprendenti, inaspettate. Quante sono le stelle in cielo? Una domanda che affascina e che fa sorridere. Affascina perché ti pone di fronte all’universo a scrutare l’infinito, perché suscita la curiosità dello studioso, l’emozione dell’innamorato, risveglia il sogno e nutre di invenzioni il poeta. Ma fa anche sorridere, infantile, inutile, visto che non abbiamo risposte e probabilmente non le avremo mai. E poi a che servirebbe contare le stelle e quale utilità ne può mai derivare alla vita. Eppure se te lo chiede un bambino, e se le stelle le puoi contare nei suoi occhi mentre fissa la meraviglia di un cielo stellato, tutto cambia, tutto è diverso, tutto ha un senso.
  • Io sto con loro, con tutti i giovani italiani per sangue, per nascita o per cultura, perché se fossi altrove avrei perso me stesso e tradito il mio essere davvero italiano. “Io sto con loro” è schierarsi e scegliere in quale parte del campo giocare la propria avventura e rendere possibile il sogno di un’umanità che sa accogliere, apprezzare, accettare la diversità come valore straordinario per costruire una società integrata, giusta, orientata alla fraternità e all’armoniosa sintesi tra localismo e universalità. Non è un atto di carità, di misericordia, quasi elemosina da passare a chi è inceppato nella sfortuna di non essere italiano, ad usurpare spazio e capitali, è solo ius, giustizia che dice a chi non ha altro Paese che il nostro che è anche il suo.
  • Yet in times like these, when tensions run high, people must search the depths of their hearts for the power to hold high the flag of peace. Never before has it been so important to recall the words of the Lord: “Peace be with you.”
  • È strano che proprio nella nostra epoca dove ognuno sembrerebbe padrone della propria storia, dove a proposito e a sproposito si parla di autodeterminazione, si avverta un senso di disagio, una perdita collettiva di equilibrio. Paura del domani, paura del passato, paura se le risposte non arrivano e mentre la paura avanza la vita si fa dietro. Morire l’ultimo istante è storia che dice tempo, morire per la paura di ogni istante è abortire la vita.
  • Sbarco di migranti a Napoli. Foto della Marina Militare
    L’Europol ha lanciato l’allarme: diecimila minori non accompagnati sbarcati in Europa nel 2015 sono scomparsi dopo il loro arrivo, 6000 solo dall’Italia. Probabilmente sono finiti nelle mani di una rete criminale internazionale per avviarli alla prostituzione o alla schiavitù.

Pages