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Articles by: Gennaro Matino

  • Napoli aspetta più volte l'anno il prodigio del sangue e questo la rende tra le città del mondo più religiose, forte di una fede popolare difficile da rintracciare altrove. Tuttavia, l'attesa del prodigio fa parte della sua stessa struttura psicologica, il suo essere città dell'attesa e non della concretezza, sempre in bilico tra la speranza ottimistica e il fatalismo. Una condizione che spegne sul nascere progetti a lungo termine che avrebbero bisogno di coraggio e di un paziente lavoro di verifica costante tra l'annuncio del possibile traguardo e la strada faticosa da intraprendere.
  • Poche ancora sono le donne che accusano presso l'autorità competente, poche quelle che riescono a farlo soprattutto per quella violenza subita tra le mura di casa costrette al silenzio per mantenere il buon nome della famiglia
  • Nei miei primi anni di insegnamento mi i fu affidata la cattedra per i ragazzi non vedenti che frequentavano la scuola. Erano poche classi miste di media inferiore, frequentate ognuna da pochi ragazzi. Forse sono stati gli studenti più incredibili che abbia mai avuto.
  • Quando si arriva a concepire che i bambini, i nostri, siano “diversi” dai loro, allora le parole iniziano a devastare l’umano come al tempo del Terzo Reich. La giustizia più che essere dovuta per diritto di umanità è sottomessa alla sola regola economica. Il problema delle sponde, dei grandi movimenti migratori che interessano il mondo ad ogni latitudine, non si risolverà chiudendo i porti o minacciando di chiuderli. Masse di popoli, spinte dalla fame, dalla disperazione, dalle guerre, tutte frutto di un colonialismo del passato e di una corruzione del presente non sono governabili, non per sempre. Paesi poveri, gente del Sud del mondo, che si muove in cerca di aria irresistibilmente, come prigionieri di cave inospitali, che per respirare allungano la testa fuori, verso l’alto, in attesa di futuro, non si possono respingere per sempre.
  • Duomo di Orvieto (1499-1502) L'Antinferno
    E' arrivato il tempo del coraggio. Ignavi li chiamava Dante che li colloca in un posto incolore dell'oltretomba... Non resterò a guardare se viene schiacciato chi per il colore della pelle è considerato straniero, chi per sesso è ritenuto nemico, chi per diversità di opinione è visto come un appestato. Credo nel paradiso domani e spero che un giorno ci possa essere un posto anche per me, indegno, lo spero fortemente. Semmai preferisco l'inferno per amore della libertà e dei fratelli, piuttosto che la devastante sterilità di un mondo fatto di ignavia, preferisco farmi trovare alla porta della verità con i coraggiosi superstiti di ideali per raccontare un mondo diverso: "Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò e andò ad aprire e vide che non c'era nessuno" (Martin Luther King).
  • La Resurrezione. Raffaello Sanzio
    Augurare buona Pasqua non è fatto di circostanza, è gioia di futuro da passare, speranza da raccontare, coraggio da organizzare, stile di vita da proporre, è gridare che la terra del cielo è in nostro possesso, eredità d’amore concessa all’umano.
  • Uccisione di una guardia giurata alla stazione di Piscinola. La telecamera individua 3 minorenni. Un frame del video diffuso
    Sono irreparabili i danni sul piano sociale in ambito pedagogico dove è più pertinente parlare oggi di “ lassismo” o “ permissivismo” che hanno sottratto bambini e giovani al senso del sacrificio e della disciplina. Senza generalizzare, le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: droga, comportamenti devianti, imbarbarimento dei costumi, mancanza di rispetto per gli educatori, siano essi della famiglia o della scuola, fino alla perdita totale di qualsiasi freno inibitorio. Uccidere è solo uno stadio di tale decadenza. E purtroppo, non ultimo.
  • Se Cristo non fosse più scandalo o follia, se venisse ridotto a un simulacro per il potere terreno di Ratzinger o di Bergoglio, per sostenere l’uno tradizionalista, l’altro liberale, sarebbe per quell’annuncio, che ha sconvolto il mondo, una bestemmia. Ci sono due tipi di scandalo, il primo è quello degli uomini che seducono i deboli, i piccoli, ai quali bisognerebbe attaccare una pietra al collo per farli sprofondare nel mare. Il secondo è quello del Cristo crocifisso, che la ragione umana non può accettare, è una follia credere in una salvezza possibile arrivare da un condannato a morte, che grida contro l’ingiustizia di tutte le croci e rimanda al loro abbattimento.
  • Santuario di Casapesenna
    A volte si fanno chilometri per raggiungere un santuario, si attendono ore per essere ricevuti da un santone o un veggente. E tuttavia non si riesce a incontrare Gesù nella persona sofferente e bisognosa. Senza far torto a chi nella chiesa quotidianamente lotta per la bellezza della parola, i fatti di Casapesenna non sono un caso, sono il frutto di una chiesa decadente che pur di continuare ad esistere, preferisce l’ignoranza alla verità.

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