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The Commons e la Città Eterna

Giovanna Pagnotta (June 01, 2014)
Siamo andati al gala organizzato da The Common. Quest'anno la rivista letteraria ha deciso di dedicarlo alla Città Eterna. i-Italy ha partecipato come media partner. Ospite d'onore Antonio Monda che è stato intervistato dalla giornalista Larissa Macfarquhar,(New Yorker)

E’ ispirato a Roma, la città eterna, il gala del The Common, quest’anno.  E i-Italy è stata felice di esser  partner di questo evento.  Ci siamo trovati immersi tra scrittori, editori, registi, giornalisti e amanti dei libri.  Americani e cittadini provenienti da tutta la terra insieme,  nella bellissima sala dell'Arthur L. Carter Journalism Institute, NYU.

L’impegno di The Commons è infatti quello di promuovere scrittori provenienti da tutto il mondo.

“The common pubblica fiction, saggi, poesia, documentari e immagini di qualsiasi nazionalità ed è proprio questo l’obiettivo che muove questa rivista” ci racconta l’editor in chief Jennifer Acker che ha fondato The Common nel 2011 grazie al sostegno dell’Amherst College in Massachusetts.

La giornalista ci  trasmette subito  una grande energia e si capisce quanto The Common sia per lei una vera missione.
 

Oggi è una rivista pluripremiata e magazine online. Una vera piattaforma che da l’opportunità di mettere in mostra le proprie opere e di avere sempre interessanti e fruttuosi scambi d’idee.
 

“Come dice il nome della rivista, the Common si interessa a spazi comuni e alle conversazioni che possono avvenire intorno a questi spazi comuni.” dice la sua direttrice.
 

La rivista, pubblicata a cadenza biennale dal college di Amherest in Massachussets, incoraggia infatti uno spirito regionale creativo richiamando insieme una comunità nazionale ed internazionale.
 

Tutto questo  attraverso la pubblicazione di letteratura e di arte proveniente da tutto il mondo che riporta il lettore in uno spazio comune che sa comunque di luoghi lontani, a cavallo tra il reale e l’immaginario.
 

 “La nostra è una piccola comunità con idee di vasta portata” ci spiega la Acker, infatti The Common è un portale ricco di storia letteraria che sostiene una vibrante gamma di artisti e autori.
 

Ospite della serata e coccolato da tutti è Antonio Monda, scrittore, regista e critico di grande fama. Lo ha intervistato Larissa Macfarquhar,(New Yorker) affermata giornalista del panorama newyorkese.

L’atmosfera è quella di un aperitivo, un mix di prelibatezze italiane, arte, musica e cultura, give-aways di libri italiani speciali.
 

Sullo schermo scorrono le ultime scene de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.

Il pluripremiato film è solo l’ultima di una lunga serie di pellicole in cui Roma è protagonista, la città infatti, con le sue bellezze e la sua storia, è colonna portante dell’immaginario culturale mondiale.
 

“In Italia ci sono state opinioni molto discordanti riguardo questo film, a differenza di qui in America dove “la Grande Bellezza” è stato apprezzato dalla maggioranza del pubblico” racconta Antonio Monda.
 

“Io ho apprezzato molto questo film e penso che l’interessante sia ciò che Sorrentino ha voluto trasmetterci attraverso le sue riprese. Il regista ha infatti colto perfettamente quella che è l’essenza di Roma, fatta di bellezza e solitudine. Un film con il coraggio di dare un vero ritratto di Roma e dell’Italia fatta di perdita di eleganza in un contesto di decadenza.” Racconta Antonio Monda concludendo di non aver mai visto una tale ambizione concentrata in un film dai tempi di Fellini.
 

 “L’Italia è un po’ quel paese dove tutti parlano di andarsene e sono solo pochi quelli che lo fanno, anche io nonostante mi sia trasferito qui, ho nostalgia del mio paese nel quale passo quattro mesi all’anno”.
 

Roma è infatti un po’ quella città della “Dolce Vita”, una palude bellissima dove è fantastico annegare, spiega Monda  “di Roma mi manca la bellezza, quel senso di eternità e di storia non paragonabile a nessun’altra città, neanche a New York che però ha in sé un’energia, una forza e delle possibilità introvabili in Italia”.
 

E Roma è la grande protagonista anche in questa serata che le ha voluto dedicare The Commons.

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