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Recensione: "Scuorno" di Francesco Durante. Ritratto della complessità napoletana

Donatella Scatamacchia (September 24, 2008)
Il filo conduttore resta sempre lo stesso, ossia la dualità, e di conseguenza per ogni ragione di cui “mettersi scuorno” ci sta il suo opposto di cui andare fieri, per ogni torto subito ci sta almeno un motivo che subito dopo ti riporta al sorriso.


Quando sette anni fa mi iscrissi all'università fu con una certa inconsapevolezza e casualità che mi ritrovai a Napoli. E con la stessa inconsapevolezza vissi il mio primo approccio con la città: questo mi aiutò a calarmi, senza che io me ne accorgessi, in una strana realtà, fatta di complessità e dualità, di riso ed urla , di divertimento e tristezza. Fu così diventai napoletana di adozione.

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