Bernini on the road verso LA

Gina Di Meo (April 20, 2008)
Presentata all'Istiuto Italiano di Cultura di New York "Bernini and the Birth of Baroque Portrait Sculpture". E' prima esposizione dello scultore italiano del diciassettesimo secolo in nord-America e sarà inaugurata il prossimo 5 agosto al Getty Museum. Intervista con il direttore Michael Brand


Il più grande scultore dell'epoca barocca "ambasciatore di pace" tra l'Italia ed il Getty Museum di Los Angeles. Dopo la querelle durata mesi sulla restituzione da parte del museo californiano dei capolavori italiani trafugati, una mostra su Gian Lorenzo Bernini sculture e ritrattista mette definitivamente punto a qualsiasi controversia. Bernini and the Birth of Baroque Portrait Sculpture, è sia la prima esposizione dello scultore italiano del diciassettesimo secolo in nord-America, sia la prima che comprende i suoi busti e sarà inaugurata il prossimo 5 agosto al Getty Museum, dove resterà fino al 26 ottobre e poi farà tappa alla National Gallery del Canada a Ottawa il 25 novembre e fino all'otto marzo 2009. Le sculture provengono dal Museo Nazionale del Bargello di Firenze, da Palazzo Barberini, Galleria Borghese a Roma, Museo di Roma, il Vaticano, da diversi altri musei in tutto il mondo e da numerose collezioni private.

Bernini and the Birth of Baroque Portrait Sculpture è stata presentata anche a New York, all'Istituto Italiano di Cultura diretto da Renato Miracco e con la partecipazione del Console d'Italia Francesco Maria Talò, Michael Brand, direttore del Getty Museum, Pierre Théberge, direttore della National Gallery del Canada a Ottawa, Joanne Charette, direttore degli Affari Pubblici National Gallery del Canada, Catherine Hess, curatrice della mostra, David Franklyn, vice direttore della National Gallery del Canada, John Giurini, vice direttore Affari Pubblici del Getty Museum.

La mostra, organizzata in ordine cronologico, mette insieme circa trenta sculture create in marmo, bronzo e porfido, nonché quadri e disegni provenienti da tutto il mondo, comprese alcune sculture mai viste al di fuori dell'Italia. Tra i capolavori del Bernini, i busti di Francesco di Carlo Barberini, papa Urbano VIII Barberini, papa Clemente X Altieri, papa Alessandro VII Chigi, cardinale Scipione Borghese, monsignor Clemente Merlini, Luigi XIV, cardinale Richelieu ed alcuni autoritratti.

«Siamo fieri di questa mostra - ha commentato Michael Brand - anche se è stata difficile da organizzare. Il 30% delle opere in esposizione proviene dall'Italia e questo segna l'inizio di una nuova relazione tra i due paesi e anche come una proficua collaborazione porti ad ottenere i risultati che sono sotto i nostri occhi».

A Brand abbiamo posto altre domande al termine della presentazione a New York.

Direttore, non molto tempo fa, l'ex ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli era ospite di questo stesso istituto ed aveva intenzioni bellicose nei suoi confronti, ora è pace fatta e l'ascia di guerra è stata sepolta in nome dell'arte, che cosa significa per lei tutto questo?

«Parlando del Getty e dell'Italia, la pace significa l'inizio di una nuova relazione tra di noi, ma è anche un esempio concreto di come la collaborazione tra gli studiosi dei nostri due paesi porti ad una mostra di un livello qualitativo eccezionale».

Cosa pensa del nuovo governo italiano? Pensa che si riuscirà a mantenere i buoni propositi iniziati sotto quello precedente?

«Non sappiamo ancora chi sarà il prossimo ministro per i Beni Culturali, ma sono sicuro che instaureremo un ottimo rapporto. Devo dire che abbiamo iniziato a lavorare anni fa con il governo Berlusconi e poi abbiamo continuato con Prodi, per noi non ha importanza la destra o la sinistra».

Lei conosce la realtà italiana, sa che lo stato dell'arte non è tra i migliori, qual è secondo lei la ricetta per far funzionare bene i musei ed in generale il settore artistico?

«Il vostro paese è benedetto dal punto di vista artistico, ma questo implica anche delle enormi responsabilità e non sempre si è in grado di riuscire a preservare questo patrimonio da soli senza l'aiuto di qualcuno. Penso che ci vogliano dei partner e anche di altri paesi, partner che possano sostenere l'arte economicamente. Voi avete un numero straordinario di musei ma è impensabile farli funzionare tutti alla perfezione, così come è impensabile restaurare da soli ogni singola opera. Una soluzione potrebbe venire anche dal prolungamento dei prestiti a lungo termine, attualmente il massimo è quattro anni, in questo modo gli altri paesi potrebbero prendersi cura delle vostre opere, pulirle, restaurarle».

Quali altre ipotesi?

«Perché non avere più di una proprietà? Penso che chiunque possieda un'opera d'arte debba condividerla con gli altri. L'eredità artistica appartiene a tutti, ad esempio è vero che Bernini è inseparabile dal contesto romano, ma non è meraviglioso che anche in nord-America si possa ammirare la sua maestria?».

Bernini and the Birth of Baroque Portrait Sculpture è stata organizzata dal J. Paul Getty Museum e dalla National Gallery di Ottawa. La mostra è stata curata da Catherine Hess, Andrea Bacchi, docente dell'Università di Trento, Jennifer Montagu, Honorary Fellow, Warburg Institute di Londra.

(Pubblicato su Oggi7 del 20 aprile)

Comments

i-Italy

Facebook

Google+

Select one to show comments and join the conversation