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"Chiedi chi erano i Backlash"

Domenico Legozzo* (June 26, 2015)
Da Milano a Liverpool, nei luoghi dei Beatles, la band Nord-Sud e la musica di Terza Generazione




Quattro amici si mettono insieme con un obiettivo ambizioso: creare la musica “che non c’è”. Nuove frontiere. La sfida è partita da due ragazzi del Sud e da altri due del Nord. Punto d’incontro Milano. Hanno dato vita ad una fantastica band, inseguendo quella che  loro stessi definiscono un’utopia. Sono Francesco Lucà  e Alessio Gatto di Squinzano (Lecce), Luca Mangano di Cormano (Milano) e Federico Corsaro di Gerenzano (Varese). Alla conquista di nuovi spazi con il progetto “The Backlash” , un’apprezzata proposta musicale che li ha già portati a Liverpool, al Cavern Club, da dove sono partiti i Beatles. Trampolino di lancio prestigioso. “Gente da tutto il mondo e di tutte le età, anche alcuni settantenni, all’una di notte ad ascoltare musica rock dal vivo: un altro mondo!”. A parlare così è Francesco Lucà. Il padre Mimmo è di Samo, in provincia di Reggio Calabria. Vive tra la Puglia e Milano, ma ha la Calabria nel cuore. Ed anche un sogno. “Da bambino e per tutta l'adolescenza, fino a poco prima del mio trasferimento a Milano per l'università - ci dice -, ho trascorso buona parte delle mie vacanze lì dove si riuniva la famiglia del lato paterno. Ricordo con piacere quei periodi e quella terra, dalla quale manco ormai da un bel po' di tempo. Spero di tornarci in futuro. Magari  con i Backlash”.



 Quale è stata l'idea di fondo che vi ha messi insieme? 



Proposta innovativa. Presentando lo scorso anno "3rd Generation, ep di esordio,sottolineavate  :" Più che un punto di partenza è un’asserzione: siamo la terza generazione e siamo qui per dimostrarvelo".Quali sono le due generazioni precedenti?



E la vostra in cosa si differenzia?



Come è nata la tua  passione per la musica? 



 Chi sono gli altri componenti del gruppo?



Con Luca, che è di Cormano, la cittadina lombarda dove risiedo, ci siamo conosciuti quando, poco dopo il mio trasferimento a Nord , abbiamo cominciato a giocare nella stessa squadra di calcio. Con l’amicizia è venuto fuori questo lato in comune: la passione per la musica. Lui è figlio d'arte come batterista; suo padre, Francesco Mangano è un appassionato musicista dalla bella carriera, tutt'altro che alle spalle, ancora in corso. Non dimenticherò mai il giorno in cui Luca, dopo diversi mesi in cui non ci vedevamo, ha bussato alla mia porta proponendomi di provare a creare un nostro progetto. Se lui non fosse passato  quel pomeriggio, forse avrei continuato a scrivere canzoni destinate a rimanere "intrappolate" nella mia stanza. Federico Corsaro  è subentrato a Mattia Cochetti, nostro primo bassista con il quale è rimasto un legame e rapporto stupendo. Ho contattato Federico perché avevo letto il suo annuncio su un sito musicale, nel periodo in cui si era presentata la necessità di cambiare bassista. Mattia aveva degli impegni che purtroppo non gli consentivano di continuare a suonare con noi. Leggendo  l’identikit di Federico, sembrava troppo bello per essere vero. Una persona esattamente come noi, con la stessa passione, grinta e, cosa non da poco, con lo stesso background musicale. Si è inserito benissimo, non abbiamo avuto bisogno di fare altri provini. Il suo è stato un vero e proprio "battesimo del fuoco" considerando che la sua prima data con noi è stata al Cavern di Liverpool”.



 Quali  sono state le maggiori  difficoltà che avete incontrato nelle fasi   di avvio? 



I fatti  ora vi stanno dando ragione. Cresce l'interesse. Da Milano a Firenze a Vienna. E recentemente a Liverpool, primo concerto al Cavern Club, dove hanno mosso primi passi i mitici Beatles.Una serata magica. Ce la racconti?



Dopo Liverpool, quali i prossimi impegni? 



*già Caporedattore TGR Rai










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