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Cannes in rosa

Carlo Di Stanislao (May 04, 2015)
Come scrive Gloria Satta su il Messaggero, la 68° edizione del Festival di Cannes, che parte il prossimo 13 maggio, fa largo alle donne ed anche se i registi uomini continuano ad essere la maggioranza




Cannes scalda i motori e si prepara a far giustizia della scarsa attenzione alle donne anche nel cinema, a raccogliere le parole dure ed amarissime di Patricia Arquette durante gli ultimi Oscar e a valutare, come si deve, autrici ed attrici brave e marginalizzate.


Come scrive Gloria Satta su il Messaggero, la 68° edizione del Festival di Cannes, che parte il prossimo 13 maggio, fa largo alle donne ed anche se  i registi continuano ad essere la maggioranza, quest’anno a tenere banco saranno le storie e i personaggi femminili protagonisti dei film più attesi, mentre il glamour verrà incarnato più che mai dalle attrici pronte a sfilare sul red carpet.


Al nuovo corso ”in rosa” va ascritta la presenza del colosso del lusso Kering guidato da François-Henri Pinault e fresco partner del Festival, che annuncia dieci incontri sul tema delle donne nel cinema e il premio Women in motion e l’apertura con il film  La Tête haute, diretto dalla  regista, Emmanuelle Bercot, e che ha come protagonista Catherine Deneuve nel ruolo di un giudice dei minori.


Altra grande settantenne presente Jane Fonda,  che nel film in concorso di Paolo Sorrentino Youth-la giovinezza, interpreta una diva 81enne, arrivata da Hollywood per incontrare il famoso regista interpretato da Harvey Keitel in un’enorme sala da ballo arredata con candelabri e un tavolo da ping pong.


Più giovane di un decennio, nata nel 1953, al Festival più cinefilo del mondo ci sarà anche Isabelle Huppert, protagonista di ben tre film: Louder than Bombs, Valley of love, Asphalte, mentre l’altra sessantenne  Isabella Rossellini, reduce dalle riprese di Joy accanto a Robert De Niro, presiederà la giuria del Certain Regard e parteciperà all’omaggio per il centenario della madre Ingrid Bergman, che campeggia sul manifesto del Festival.


Fuori concorso Natalie Portman porta il suo esordio alla regia: Une histoire d’amour et de tenèbres, da un romanzo di Amos Oz,  in cui si è ritagliata il ruolo della madre dello scrittore.

Sempre fuori concorso la bravissima giapponese Naomi Kawase, mentre concorrono alla Palma D’Oro le due registe francesi  : Valérie Donzelli (Marguerite & Julien) e la a Maïwenn (Mon roi).


Donne ancora al centro dei film italiani: quello già ricordato di Sorrentino, quello di Moretti dedicato alla madre alla sua versione al “femminile” ed infine Il Racconto dei racconti di Garrone ispirato alle favole seicentesce di Basile, con Salma Hayek che una regina disposta a tutto pur di avere un figlio, anche a mangiare il cuore sanguinante di un drago.


Anche Allen ci parla di donne e riconfermando Emma Stone come sua musa di oggi  presenta in anteprima mondiale Irrational Man, storia di una l’allieva-confidente (e forse qualcosa di più) di una smarrito prof di filosofia interpretato da Joaquin Phoenix. Emily Blunt in Sicario fa una tostissima agente della Cia impegnata contro in narcos messicani, ma il film che farà certo più discutere è Much loved di Nabil Ayouch, su un gruppo di prostitute marocchine, assieme al documentario Amy, decicato a Amy Winehouse,  già stato sconfessato dalla famiglia.

Se le donne reclamano il loro spazio nel mondo della celluloide, i docenti voglioni essee i veri protagonisti della scuola.


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