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Studiare all'estero. Gli scambi tra università. Una grande opportunità

Giovanna Pagnotta (April 03, 2014)
Dibattito al Calandra Italian American Institute. Tema: "Studio e Ricerca all’estero”. Ad organizzarlo l'United Pugliesi Federation. Presente Antonio Felice Uricchio, rettore dell'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro"

Il Calandra Italian American Institute di New York, insieme alla United Pugliesi Federation, ha organizzato lo scorso 31 Marzo la tavola rotonda “Studio e Ricerca all’estero”. Ospite d’onore dell’evento, Antonio Felice Uricchio, rettore dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.

Con il padrone di casa, il preside Anthony Julian Tamburri, importanti esponenti uniti dalla passione per la lingua e la cultura italiana si sono confrontati sull’importanza degli scambi culturali e quindi dell’esperienza di studio all’estero. John Mustaro, presidente della United Pugliesi Federation, il Distinguished Professor presso il Calandra Fred Gardaphè, e Eugenia Paulicelli, docenti del Queens College, Joan Marchi Migliori direttore del CUNY/Italia Exchange sempre presso il Calandra Institute, e Annalisa Susca dottoranda al CUNY Graduate Center hanno detto la loro in un interessante dibattito.

Ad aprire il Panel John Mustaro, presidente della United Pugliesi Federetation un’associazione fondata nel 1989 che si occupa da sempre della promozione delle relazioni che intercorrono tra i pugliesi a New York.

“Sono rimasto impressionato da come, Antonio Felice Uricchio, nonostante una grande competizione con altri colleghi molto illustri, sia riuscito a diventare rettore. Ho subito capito che avrei dovuto contattarlo per avviare un programma di scambio tra il suo ateneo e quello americano”.

E infatti una delle prerogative del rettore èproprio quella di incrementare gli scambi con l’estero e soprattutto con gli Stati Uniti. “La globalizzazione comporta il bisogno di cooperazione tra le Università, gli istituti di cultura e le persone” ci spiega il rettore Uricchio. “Studiare all’estero è un’opportunità per gli studenti e per gli stessi paesi che andranno ad ospitare gli studenti” continua deciso a parlare concretamente di cooperazione con la City University di New York.

L’Universitàdi Bari infatti èuno dei poli piùimportanti del Sud Italia con 130 corsi di laurea, gran parte dei quali fruibili anche in lingua inglese.

“La nostra Universitàvanta un’importante tradizione non solo nella nostra regione e in Italia ma anche all’estero” commenta il rettore . Con un giàcospicuo numero di studenti provenienti da Balcani, Nord Africa e Oriente, l’Universitàdi Bari aperta agli stranieri sta attuando progetti concreti per allargare il flusso degli studenti che decidono di studiare a Bari, capoluogo di una delle regioni più belle d’Italia.

“Internazionalizzazione è la parola d’ordine” continua il rettore “e abbiamo bisogno di attuare tutto ciò’ con attività concrete e questa èun’ottima opportunitàper cominciare”.

“L’esperienza all’estero cambia la vita di chi ha la fortuna di viverla” ci spiega Joan Marchi Migliori, Direttrice del CUNY/Italy Exchange office. “E’ con esperienze di questo genere che gli studenti imparano molto di loro stessi e del loro paese di origine”. Ed infatti il CUNY/Italy Exchange office, coinvolto negli scambi all’estero fin dai primi anni novanta, sta promuovendo il piùpossibile questo tipo di attivitàper dare l’opportunitàai propri studenti di vivere una tale esperienza.”

E sono proprio le esperienze vissute in prima persona che ci fanno capire quanto davvero possa essere importante avere l’opportunitàdi vivere un’esperienza di scambio.

“Ho frequentato un MA a Firenze” ci spiega il Professor Tamburri “ in quella occasione ho capito che avrei potuto fare questo per il resto della mia vita. Ho cominciato il mio dottorato di ricerca e ho capito che questa sarebbe stata la strada che avrei dovuto intraprendere” continua il preside del   John D. Calandra Italian American Institute, uno dei maggiori canali di diffusione e di ricerca della cultura italo-americana ed italiana negli USA.

 “L’esperienza all’estero mi ha portata a leggere la mia lingua con una sensibilità differente e penso che ciò sia molto importante. Quando sei nel tuo paese d’origine non percepisci le cose nello stesso modo. Studiare la mia lingua e la mia cultura in un paese estero èstato molto importante” racconta infatti la Professoressa Eugenia Paulicelli, docente di Italiano e Letterature Comparate presso la City University of New York. “La consapevolezza della propria lingua si approfondisce e diventa più articolata quando la studi in un’altra lingua” continua la docente citando Baticle “per me è stata un’esperienza molto importante che raccomando sempre ai miei studenti”.

Bastano poche settimane, a volte giorni per cambiare completamente la direzione della propria vita. E’ il caso di Annalisa Susca, una studentessa Cuny americana di origini Pugliesi. Ci racconta che quando nel 2011 decise di fare tre settimane di scambio in Italia, non pensava sarebbe stata un’esperienza che le avrebbe sconvolto la vita.

“Ero già stata in Italia, ma studiare all’estero per me ha cambiato tutto nel giro di un mese. Prima di partire ero pronta a fare domanda in tutte le scuole odontoiatriche di New York. Quando sono tornata avevo una visione differente della mia vita che mi ha portata a cambiare completamente strada. Ora studio per un dottorato di ricerca in italiano”.

L’esperienza all’estero èfondamentale anche per riscoprire le proprie radici. E’ il caso del Professor Fred Gardaphe di famiglia pugliese che decide di andare in Italia alla scoperta delle sue radici. “E’ stato come nascere di nuovo. Sono arrivato pensando di essere Italiano quando in realtànon lo ero. Quando sono tornato negli Usa mi sono pero’ reso conto di non essere americano ma di essere italo-americano”.

“Il mio sogno e’ quello di andare un giorno nell’Università di Bari con un gruppo di miei studenti per mostrare la bellezza e la cultura di questo paese” conclude il Professore Gardaphe spiegando quanto sia importante creare dei programmi di scambio anche nel sud dell’Italia, parte della penisola dalla quale provenivano la maggior parte degli immigrati italiani in America.

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