Cities of New York. In mostra il Memorial di 9/11 a Roma

Francesca Di Folco (September 27, 2011)
Dal 10 Set. al 9 Ott. la Centrale Montemartini di Roma ospita la rassegna “Rebirth”. i-Italy ha seguito l'opening di “Cities of New York”, art exhibition in ricordo delle vittime degli attentati dell'11 Settembre e incontrato la curatrice della collettiva, Mariateresa Cerretelli.


Ognuno di noi ricorda con fervida lucidità cosa stava facendo l'11 Settembre 2001, nel frangente dell'attacco al cuore degli States. E ha ben consolidati nella memoria i momenti che ne seguirono. Dieci anni dopo, nel caldo pomeriggio estivo del 10 Settembre, raggiungiamo la Centrale Montemartini di Roma teatro di “Cities of New York”, per riflettere sulle viteperse nel giorno in cui il mondo non sarebbe più stato lo stesso e meditare sulle conseguenze.

Cities è introdotta da un evento-cornice, "Rebirth", concerto nato dall'intento di coinvolgere anche l'universo della musica classica nelle celebrazioni. L'idea di Ludovica Rossi Purini, presidente per la Compagnia Musica in Roma, di inserire il September Concert, dal 10 al 12 Settembre, con una tre giorni di kermesse per il memoriale, è di grande suggestione.

Le note di Lucille Chung e Alessio Bax, marito e moglie residenti nella Grande Mela, regalano una quattro mani al piano che ben si sposa con lo spirito dell’evento, caricandol'atmosfera di emozioni.

Il sound costellato da passional deja vu introduce i-italy in Cities of New York.

L’esposizione si snoda in un percorso di grande impatto con istantanee scattate nella data apocalittica, ma si stempera arricchendosi con molteplici visioni di New York, interpretate da artisti contemporanei. La cittàche non dorme mai è fonte d’ispirazione inesauribile che si riflette in un caleidoscopio di linguaggi espressivi differenti, suscitando riflessioni sugli aspetti intimi della megalopoli.

 
Al pian terreno scorrono le istantanee, icone del giorno che cambiò i destini di tanti.

Il guru newyorkese dello scatto, Allan Tannenbaum, che ritrasse John Lennon e Yoko Ono in posa, dieci giorni prima della scomparsa dell'ex-Beatles, immortala il crollo delle Twin Towers.            

Frames dopo frames, il reporter fissa nuvole di fuoco, colonne di fumo, l'innalzarsi di vortici di terra e aria e il loro strapiombare al suolo, lasciando il vuoto nel World Trade Center. E’ la violenza del dramma che sgretola il cuore pulsante di Wall Street, in una sequenza fotografica che prorompe con un mutismo assordante nelle macerie.

Lo sguardo cade poco più un là, dove, dai disegni ispirati a Ground Zero dell’americana Susan Crile, traspare atmosfera di dolorevariopinto.

La forza vibrante di linguaggio astratto della drawner si trasforma in intensità d’espressione che, stile comics, rivela transitorietà e fragilità di un impero economico in cui le Torri sonogiganti d'acciaio e vetro protesi verso l’alto ma ridotti in ciminiere fumanti.

La carrellata internazionale continua...

Israeliano di nascita, americano d'adozione, Michael Ackerman, è naturalista per vocazione e si scopre fotografo impegnato:è ritrattista di emozioni. L'artista raccoglie, nell’intima preziosità di una sequenza di scatti, i volti delle vittime dell’11 Settembre. Ackerman guarda con la sua Polaroid al sacrario dei dispersi in un face to face in cui emergono ritratti e profili dei missing del World Trade Center.

 
Saliamo al quinto pianodella Centrale. Cities of New York si snoda in un labirinto di nomi di rilievo del panorama italiano.

 
Non esistono barriere né confini nella New York di Luciano Bobba. La City è armonia allo stato puro...
L'artista trasforma Manhattan in un osservatorio ideale per cogliere scenari di vita eterogenei nei pannelli, spaccati di esistenze in movimento in targhe, brio febbrile nelle insegne, attraverso rimandi di riflessipubblicitari, in un gioco di quinte sovrapposte...

Nell'idea di sfruttare superfici specchiate l'autore svela una realtà che si sdoppia,mutando senza sosta. Nulla a che vedere con artifici o manipolazioni: è l’autentica metafora della vita, mai univoca. Allo sguardo di Bobba, New York appare teatro di strada mutevole del vivere quotidiano, popolata di figure evanescenti,pure ombre che sfumano nell'indistinto.

Le trasparenze della City riflettono volti sensuali di donna… sguardi di bimbi dietro vetri... chioschi di hot dog come status symbol del take-away.

L'essenza intima e poetica, inquieta e fulminante di questa megalopoli appare e scompare nell'interpretazione personale di Bobba. Le suggestioni s'ammantano di quel fumo che si mescola alla nebbia, creando un'atmosfera magica e irreale, che sa di mistero. E rivela una Big Apple caleidoscopica e sfrontata, dai cambiamenti che sorprendono perché, pur delineandosi, lasciano inalterati skyline nella City e nature of new yorker public relations.

L'excursus di i-italy in Cities continua... “incontriamo” l’arte di Angelo Bucarelli.

"Buc", per gli amici newyorkesi, poliedrico art creator, nello stacco di dieci anni di stanza a Manhattan, a cavallo degli 80s, è stato allievo dei più importanti creativi della Grande Mela, da Richard Pousette Dart ad Armando Pomodoro, da Beverly Peppers a Larry Rivers, e art director perArtForum International, prestigiosa rivista newyorkese.

Per Buc il punto di partenza è una gigantografia delle Torri Gemelle, scattata nella seconda metà degli anni ‘90, ora ingrandita e trasformata in una grande Box of Memory.

L'artista da vita ad un'art installation che è magia in sé: la scolpisce con il quotidiano, l'arricchisce con oggetti d’uso comune che hanno popolato le Torri quando erano brulicanti di vita.
Per preservarne memorie e ricordi. In un viaggio evocativo nel vissuto altrui ...

Giusy Caltagirone, per immortalare la City nei sui scatti,s’avvale dellamusica come compagna di scatti... L’artista insegue con la fotografia l’incanto del jazz che circola come vortice a Manhattan.

Dal soul vibrante di questa cantante dello scatto al sound of silence di Gabriele Croppi il passo, sembra un paradosso, è breve...

L'artista carica di poetica il fil blanc/noir di scatti in un andirivieni di deja vu.

Cosa accade alla Big Apple?

Di folle assordanti a Grand Central,flashdi taxi newyorkesi in corsa, scorci febbrili di Times Squarenon rimane più nulla...

È sceso il silenzio, le strade si sono svuotate. Misteriose presenze violano l’intimità dei district, come attori su un palco senza un copione da recitare. E dietro di loro, si dipana la scenografia di una città intrisa di sentimento, ma dagli spazi e dai tempi dilatati.

L’urban style del fotografo cristallizza la realtà, quasi una sospensione del tempo nello spazio.
Croppi ci svela il suo think tank: l’effetto del bianco/nero e le panoramiche dall’alto non sono indice di scissione dalla vita metropolitana, ma, al contrario, simboleggiano il distacco dal “caos sociale” finalizzato a raggiungere l’intimità dei luoghi…

Un coinvolgimento senza distrazioni, per assimilarne meglio la natura.

Passeggiamo tra le istantanee di Olimpia Ferrari.L'autrice filtra memorie e sentimenti nella sacralità delle chiese newyorkesi.

Qui l’“ascolto” attento di paesaggi architettonici e spaziinterni richiamano flashback dipensieri e riflessioni, come sfaccettature di spiritualità.

L'excursus di i-italy si chiude con le istantanee di Moreno Gentili, rivisitazioni di scorci newyorkesi, in cui il photoreporter spiazza cuore e mente.

Su tutte, l'impatto di Twin Towers, New York, 2001, scattata prima del maledetto 9/11, è un fulmine che squarcia il cieloancora sereno...    

Gentili focalizza lo sguardo sul power photos, che con le ombre delle Torri Gemelle proiettate sulla città, fa percepire la teatralità spettacolare della megalopoli.

La narrazione di scatti in bianco/nero immortala il simbolo del Potere retrò a Manhattan, in un vortice fotografico preludio, inconsapevole, di tragedia.

Per coronare il Memorial dell'11 Settembre, Roma ha ospitato la Prima Italiana del film Rebirth, la sera del 12 settembre all’Auditorium Parco della Musica. Realizzato dal regista Jim Whitaker, in partnership con CBS Entertainment e con la colonna sonora firmata da Philip Glass, Rebirth, è stato presentato al Sundance Festival nel gennaio scorso ed accolto dal pubblico con una standing ovation.

Il reportage, iniziato l'11 marzo 2002, segue con l'occhio attento di 14 telecamere puntate su Ground Zero, il susseguirsi della ricostruzione, intervallata dal racconto delle vite di cinque sopravvissuti.

Il docu-film non è resoconto della nuova Freedom Tower. Va ben oltre la cronaca del dolore.

Rebirth esprime la tempra di chi, sopravvissuto, ha scolpito nell’anima il ricordo del dramma, porta addosso i segni della tragedia e se ne avvale come source of strength per reagire.

Desideri di rivalsa hanno lasciato spazio alla pena per le vittime. Dalle ceneri della catastrofe s’innalza la Vita. Come miracolo di Rinascita di esistenze non piegate dal disastro delle Torri.

Salutiamo la curatrice della mostra Mariateresa Cerretelli che qualche giorno dopo ha gentilmente concesso un'intervista ad i-italy.

Ogni anno Roma ricorda l'11 Settembre. Com'è nata l'iniziativa di "Cities of New York"?

La collettiva era in progetto già dal 2010. Per omaggiare le vittime degli attentati nell'anniversario del crollo delle Torri.
Con Ludovica Rossi Purini, presidente per la Compagnia Musica in Roma, si è pensato di realizzare un evento-cornice che coinvolgesse anche l'universo della musica classica. Da qui l'idea di inserire il September Concert nella tre giorni di rassegne per il memoriale, il passo è stato breve...

L'Art Exhibition dà spazio a tredici tra fotografi, installatori e fumettisti. Come sono stati selezionati gli artisti?

In “Cities of New York” gli art creator svelano il proprio estro. Ogni artista interpreta Manhattan sotto aspetti diversi.

Dalle evanescenze di Luciano Bobba ai chiaroscuri di Gabriele Croppi, ognuno immortala the City con stili propri e unici...
Dalle musicalità in scatti di Giuseppina Caltagirone alla spiritualità delle cattedrali celebrata da Olimpia Ferrari, ognuno sente la Big Apple, restituendoneemozioni e suggestioni...
Nella Box of Memory dell’italianissimo Buc e in Twin Towers di Moreno Gentili siamo proiettati nel vivo dell’11 Settembre... dove ansie e speranze prendono forma con gli statunitensi Allan Tannenbaum e Michael Ackerman...

Che differenze/somiglianze ci sono tra la fotografia europea e quella americana?
I due stili hanno in comune il rigore lavorativo, ma cambiano gli scenari tra la fotografia di viaggio in Europa e negli Stati Uniti. E’ proprio la peculiarità dei territori a stelle e strisce a creare differenze. Gli artisti made in Usa sperimentano un senso di solitudine davanti a soggetti vasti e “vuoti”, come uno spaesamento di fronte all’enormità dei luoghi… Il fotografo europeo lavora in uno stato metafisico in cui regna una sensazione di tempo sospeso. Gli europei rappresentano il mondo recuperando lentezza dello sguardo.
Cogliere l’anima dei luoghi, intuirne l’essenza, proietta l’artista oltre la capacità percettiva del reale. Quasi a dire “più di questo non si può vedere…”

In "Cities of New York" gli scatti evocano momenti di morte, ma sono comunque riflesso di vita...

Le cronache dell'11 Settembre sono un colpo al cuore.

L'odio fondamentalista che ha scatenato l'attacco. L'atto terroristico in sé, con i quattro aerei dirottati e i tremila morti. Le conseguenze: il melting pot di convivenze interne alla Nazione, seppure con episodi limitati d'intolleranza verso l'Islam, ne ha risentito...Sul piano internazionale, gli esiti delle guerre in Afghanistan e in Iraq sono sotto gli occhi di tutti...

Eppure New York ha saputo risorgere dalle sue ceneri... le 90 nazionalità coinvolte nel crollo delle Torri non hanno alterato la multietnicità della Big Apple. Capita di rado di sentire le genti unite nel dolore.

In questa occasione dove la storia, non ancora tale perché troppo recente e fresca, è accaduto...


L'arte in genere ed in particolare quella fotografica, può aiutare le vittime di violenza?

L'arte è apertura per antonomasia. E' motivo di riflessione continua. L'idea stessa di affrontare le tragedie con il supporto sublime dell'arte è un atto liberatorio. Penso la Bellezza sia deterrente per contrastare la Violenza...

L'art exhibition ne è la conferma. "Cities of New York" è la riprova che 13 tra Italian e American artists hanno messo a disposizione il proprio estro artistico per sostenere le vittime. E' il loro modo di respingere il rancore, di opporsi alla sopraffazione del livore, di sconfiggere l'atrocità della morte. Si perché, celebrare le vittime degli attentati ne ricorda le storie, fa riaffiorare i vissuti, in un certo senso le riporta tra noi...

In "Rebirth" si da voce anche ai parenti dei missing, che ricordano in prima persona i propri cari.
Ecco il social sense of art che, oltre a combattere la tendenza all'oblio, si investe anche di un altro incarico: celebra la rinascita di New York City. Con "Rebirth" s'alternano momenti della tragedia a frammenti di ricostruzione. Devastazione della morte e continuità del life style della Big Apple. Scorci di Ripresa, spaccati di nuova Era.

E' la vita che deve tornare svettante...





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