"Senza casa e senza tutela": un volume sui profughi ambientali

Fondazione Migrantes (November 23, 2016)
Siamo lieti di pubblicare la nota stampa della Fondazione Migrantes su un interessante libro di Carlotta Venturi per la collana Quaderni Migrantes, “Senza casa e senza tutela. Il dramma e la speranza dei profughi ambientali” (Editrice Tau). Il volume tratta sulla questione dei profughi ambientali fuggiti dalle zone disastrate.

Sono 27,8 milioni le persone sfollate nel 2015 secondo i dati del Internal Displacement Monitoring Centre e del Norwegian Refugee Council, di cui la maggior parte – 19,2 milioni – per disastri naturali. Numeri importanti che impongono all’agenda politica e alla comunità scientifica una riflessione attenta e comune. Se l’Accordo sul clima di Parigi mostra che nei confronti dell’ambiente cresce la consapevolezza che bisogna agire e che “ognuno deve fare la sua parte”, resta un vulnus importante sulla questione che riguarda le principali vittime del degrado ambientale e del cambiamento climatico, i poveri. 

Milioni di esseri umani ogni anno si mettono in cammino per fuggire da eventi catastrofici. Chi fugge dal proprio Paese a causa di cambiamenti climatici o per il progressivo degrado ambientale o per disastri violenti ed improvvisi non è riconosciuto come rifugiato né dalla Convenzione di Ginevra del 1951 e né dal Protocollo di New York del 1967, è senza una tutela specifica nella maggior parte dei casi (Italia, Stati Uniti e pochi altri Paesi prevedono nella legislazione una forma di protezione) e viene considerato come un migrante economico. Quale futuro allora per i profughi e i rifugiati ambientali? 

È di loro che parla l’ottavo libro della collana Quaderni Migrantes della Fondazione Migrantes, “Senza casa e senza tutela. Il dramma e la speranza dei profughi ambientali” (Tau editrice) scritto dalla dott.ssa Carlotta Venturi. Un tema oggi più che mai attuale che riguarda tutta l’umanità e che impone una riflessione attenta e puntuale per essere compreso in tutta la sua complessità. L’autrice inizia l’analisi cercando di capire – attraverso lo studio di ricerche scientifiche internazionali – l’esistenza o meno di un legame diretto tra il cambiamento climatico o il degrado ambientale e la migrazione forzata; per riflettere, in secondo momento, con lo sguardo e le risposte della Dottrina Sociale della Chiesa – in cui trovano spunto e fondamento le conclusioni – su come considerare chi emigra a causa di problemi climatici o ambientali.

Senza entrare nel dibattito se siano rifugiati o migranti – se ci siano cioè le condizioni per definirli in uno o in un altro modo – l’Autrice propone un nuovo punto di vista con cui affrontare e osservare il fenomeno: quello della solidarietà. Sulla scia della Dottrina Sociale della Chiesa la dott.ssa Venturi invita il lettore a riflettere su una crisi etica e culturale – da cui deriva anche la crisi ecologica – sostenendo la necessità di una svolta antropologica, di un “rinnovato interesse dell’umanità per l’umanità”, contro l’indifferenza e l’individualismo che stanno uccidendo il Pianeta. “Milioni di esseri umani - scrive nella presentazione del volume il direttore della Fondazione Migrantes, Mons. Giancarlo Perego - che ogni anno si mettono in cammino, spesso all’interno dei confini nazionali, per fuggire a eventi catastrofici chiedono l’attenzione internazionale e quella religiosa per definire il loro presente e costruire il loro futuro”.

Con questo volume la Migrantes ha voluto offrire un supporto per chi si occupa di mobilità umana, affinché conosca il tema delle migrazioni ambientali e ne riconosca i tratti non solo di un fenomeno numericamente rilevante, ma anche di nuova opportunità di rinnovamento dei sistemi di accoglienza e integrazione. L’esortazione, pertanto, è quella di ripensare le migrazioni forzate anche alla luce di quelle ambientali, considerandole come un luogo di giustizia e di misericordia, nello spirito dell’Anno giubilare appena concluso: di una Misericordia vissuta come impegno gratuito e solidale di condivisione e non solo come segno di assistenzialismo.

Papa Francesco chiama tutti gli esseri umani e non solo i cattolici ad agire secondo la logica della gratuità e dell’ospitalità senza desiderare una “ricompensa”. In quest’anno giubilare, dedicato alla Misericordia, il Pontefice ci ha invitato ad ascoltare “tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”. E il presente volume vuole essere una risposta a questa chiamata: un passo verso la conoscenza di un fenomeno che rappresenta il nostro presente e determinerà il nostro futuro.

Per maggiori informazioni sul libro >>>

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