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Ottavio Missoni. Ci lascia un maestro di stile

Doriana Vari (May 10, 2013)
Negli ultimi anni della sua vita appariva in tv e nelle interviste sul web come un anziano signore dai capelli bianchi, elegante nell’aspetto e nei modi, ma pieno di passione e di forza propositiva ed espressiva. Atleta, stilista, e sempre, soprattutto, uomo. Ci lascia non solo un simbolo della moda italiana anche un uomo di grande classe e umanità

Ottavio Missioni, attento alle sue origini dalmate, fu, sin dalla giovinezza legato all’Italia dove
si trasferì subito dopo la guerra, infatti nel corso della sua carriera sportiva non smise mai la maglia azzurra nelle specialità dei 400 metri piani e 400 ostacoli che lo portarono alla conquista di otto titoli nazionali e di un campionato mondiale studentesco.
 

Più che per le sue performance sportive, comunque, Ottavio Missoni è noto al mondo intero per essere un maestro di stile L’impegno nel campo della moda sembra arrivare in maniera casuale: sposa una ragazza lombarda la cui famiglia possiede una piccola impresa tessile, e decide, insieme alla giovane moglie, di cominciare a produrre, in un piccolo laboratorio di Sumirago (VA), degli indumenti sportivi, tra i quali spicca la tuta Venjulia, di sua ideazione, grazie alla quale l’azienda ha i primi successi perchè adottata dal team italiano durante i giochi olimpici di Londra nel 1948.
 

Il vero e proprio salto avvenne però quando la nota catena “La Rinascente” commissionò ai Missoni, che pian piano avevano ampliato la piccola azienda, 500 abiti a righe: l’inizio di un successo che porta oggi gli abiti Missoni non solo nelle Boutique ma anche nei musei di tutto il mondo: nel MoMa a New York, nel Museum of Art a Dallas, nel Museum of Costum a Bath.

“Il successo del marchio Missoni è dovuto alla perseveranza dell’osare” ripeteva il patriarca del brand, che per primo aveva mescolato punti di fantasie e colori che mai nessuno avrebbe osato accostare, creando un incantevole caleidoscopio di motivi e tinte.
 

Il marchio Missoni raggiunge l’apice del successo tra gli anni 60 e gli anni 70: la produzione coinvolge ora oltre che l’abbigliamento e gli accessori, anche la biancheria per la casa e i costumi da bagno: nel 1973 i Missoni ricevono così il premio Neiman Marcus Fashion Award, un’onorificenza molto prestigiosa, corrispondente a un premio Nobel per la moda, inoltre negli anni successivi le boutique proliferano non solo in Europa, ma anche in medio oriente, a New York, in Giappone, così il marchio Missoni si consolida come sinonimo di un’eleganza colorata.

Dopo 50 anni di successi nel campo della moda e dello sport, qualche giorno fa, dallìinizio del 2013 la famiglia missoni è vittima di una serie di tragedie: all’inizio di Gennaio, la scomparsa del veivolo su cui viaggiava Vittorio Missoni aveva fortemente colpito l’anziano padre Ottavio che non aveva mai superato il trauma della perdita e del mancato ritrovamento del figlio. A distanza quattro mesi Ottavio Missoni muore nella sua casa di Sumirago accanto alla sua famiglia all’età di 92 anni a causa di una crisi cardiaca.

La morte di Ottavio Missoni, uno dei signori dell’alta moda italiana, rappresenta per il made in italy la perdita di un maestro di stile dotato di una particolare sensibilità agli accostamenti cromatici e ai motivi geometrici che rendevano i tessuti di questo marchio riconoscibili in tutto il mondo.

Ora i figli di Ottavio Missoni, Angela e Luca si occuperanno della direzione dell’azienda di famiglia. Di certo sapranno conservare quello stile che ha reso Missoni inconfondile e apprezzato, sapranno preservare una dimensione più vicino possibile a quella dell’artigianato che il patriarca del brand decantava con tanto orgoglio, e saranno certo in grado di pregiare il made in Italy di un marchio così popolare.

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