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Mario Monti incontra la comunità italiana a New York

Francesca Giuliani (February 11, 2012)
La visita del Presidente del Consiglio Mario Monti negli Stati Uniti si è conclusa venerdì sera al Consolato Generale di New York, dove il premier ha incontrato i rappresentanti della comunità italiana ed italo-americana. Monti ai presenti: "Siamo tutti parte di un'impresa comune". Il racconto della cerimonia PRESTO SU I-ITALY IL VIDEO CON LA COPERTURA DELL'EVENTO E LE NOSTRE INTERVISTE

<< TESTO IN INGLESE

La prima visita del Presidente Monti negli Stati Uniti si è conclusa ieri sera a Park Avenue, dove al Consolato Generale d’Italia il premier ha incontrato gli esponenti delle comunità italiana ed italo-americana. 

Lo accompagnavano il Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata, già Ambasciatore d’Italia presso gli Stati Uniti prima della nomina ministeriale, e l’Ambasciatore Claudio Bisogniero, alla sua prima apparizione ufficiale presso la comunità.

Agli italiani e agli italo-americani Monti aveva rivolto un primo importante saluto durante la conferenza stampa tenutasi alla Casa Bianca dopo l’incontro bilaterale con il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

In quell’occasione, il Primo Ministro si era espresso in italiano dicendosi consapevole del ruolo fondamentale che la comunità italo-americana ha ricoperto nella storia degli Stati Uniti e dichiarando: “Spero che i progressi che potremo fare nel paese avranno l’effetto di rendere ogni cittadino italiano ed italo-americano più orgoglioso di questa sua componente di italianità”.

L’accresciuta credibilità internazionale dell’Italia e il risveglio dell’orgoglio di essere italiani sono i principali motivi per cui gli esponenti della comunità italiana ed italo-americana sono grati al Presidente.

In Consolato ad accoglierlo, insieme al personale della Rappesentanza e gli esponenti del Sistema Italia  erano presenti importanti esponenti della comunità italiana ed italo-americana.
 

“Per la prima volta un rappresentante del governo italiano è visto come testimonial non solo del suo paese, ma dell’Europa intera”, ha detto Claudio Angelini me, presidente della Società Dante Alighieri a New York ed ex corrispondente RAI. “L’Italia era considerata il corpo malato d’Europa e grazie a Monti si è riscattata, al punto che l’America le riconosce la titolarità di questo ruolo di rappresentanza dell’Unione Europea”.

Il Preside del John D. Calandra Institute per gli Studi Italo-americani Anthony Julian Tamburri ha espresso la stessa opinione: “Monti ha restaurato l’immagine dell’Italia. La presenza del Ministro degli Esteri Giulio Terzi è anche indice del fatto che si stia riconoscendo una maggiore importanza al ruolo degli italiani all’estero”.

“C’era un disperato bisogno di un nuovo leader per l’Italia”, ha affermato l’ex governatore dello stato di New York Mario Cuomo. “Monti è un uomo molto distinto, che parla la nostra lingua ma che capisce l’America molto al di là della conoscenza dell’inglese. Lui sa benissimo quanto un’Italia in buona salute sia importante per gli Stati Uniti. È un concetto che gli americani non hanno ancora compreso del tutto, ma lui ne è ben consapevole. È un piacere incontrarlo”.  

Moltissimi altri ospiti hanno espresso opinioni simili ai microfoni di i-Italy che presto pubblicherà le interviste in video.

Il tema del riscatto dell’orgoglio italiano è stato centrale nell’intervento di Monti durante l’incontro al Consolato.

Il Console generale Natalia Quintavalle ha presentato l'Ambasciatore a Washington ed il Ministro Degli Esteri, che aveva accolto sulla porta del Consolato ed accompagnato fino alla sala riceviementi, non dimenticando di sostare davanti alla mostra sull'Emigrazione dei giuliano-dalmati nel Giorno del Ricordo.

Introdotto dall’Ambasciatore Bisogniero, il quale ha sottolineato il ruolo della comunità come “moltiplicatore di presenza e d’influenza per l’intero sistema Italia” e come “canale prioritario per proiettare immagine diversa e aggiornata dell’Italia, che leghi il patrimonio del passato con eccellenze del presente”, Monti ha preso la parola per un breve discorso, definendo la serata un momento “significativo e intenso”.

Dopo una battuta sull’aver riportato il Ministro Terzi in America, dicendo di essersi sentito “un po’ colpevole” nel sottrarlo al suo ruolo di Ambasciatore d’Italia, Monti ha ricordato di aver fatto anche lui parte della comunità italiana negli USA, avendo studiato per un anno a New Haven nel Connecticut. “Mi sento ancora parte della presenza italiana negli Stati Uniti”, ha dichiarato.

“È motivo di emozione, soddisfazione e orgoglio vedere la grande e affettuosa partecipazione che lega questa comunità ai destini dell’Italia”, Monti ha affermato, aggiungendo che i risultati raggiunti dagli italo-americani e dagli italiani residenti in America sono uno stimolo significativo per un’Italia che “si trova con governo molto atipico ad affrontare sfide molto rilevanti sul piano del risanamento economico e finanziario, della crescita, di una maggiore equità sociale e di una maggiore, serena, ma forte presenza negli affari europei e internazionali”.

Attraverso la modernizzazione del paese e con una ritrovata serenità nel dialogo politico, l’Italia non solo avrà più spazio, ma “più dovere di dare il proprio contributo” a livello internazionale, a cominciare dal terreno europeo, quello le cui ripercussioni positive e negative sulla vita del paese sono preponderanti.

Secondo Monti non ha senso accusare l’Europa di avere scarsa considerazione dei bisogni italiani, o di imporre alla nazione sacrifici troppo gravosi. “L’Europa siamo noi”, il premier afferma, “Ne siamo una grande componente, ma siamo – siete – anche una grande componente dell’America, e questo è bellissimo”.

Il messaggio del Presidente alla comunità è di gratitudine e di invito a proseguire nelle proprie attività per la valorizzazione della cultura e dell’immagine italiana.

Nella “città della borsa”, come Monti la descrive, gli italiani e gli italo-americani sono tutti “parte di un’impresa comune”, le cui attività hanno “un effetto comune”, quello di determinare “la quotazione nel mondo dell’aggettivo ‘italiano’”.

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