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Mafalda Minnozzi. Una voce che danza

Letizia Airos (February 04, 2019)
Lasciatevi coinvolgere nelle parole danzanti di un’intreprete veramente speciale, tra Italia, Brasile… America.

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La scena è sua. Con tutta la dolcezza e la forza che solo una donna, che sa cosa vuol dire fragilità,  può conoscere.

Ti ipnotizza tutto il corpo che non solo la vuole ascoltare: vuole ballare, seguire il ritmo, anche cantare. Io non ho una gran voce, ho il pudore di non usarla quando lei invita l’audience a seguirla. Me ne pento dopo però: non mi sono lasciata andare, le ho detto "no". Mi dispiace. Forse ho perso qualcosa di lei.

Sotto i suoi capelli rossi, due occhi pieni di esperienza che osservano chi ascolta senza perdere la concentrazione.  Mafalda Minnozzi sembra attraversarti quando canta. E si dona al pubblico ogni volta.  Non importa dove si trovi, dove stia intonando le sue canzoni:  teatro, casa, stadio, parco…

L’ho sentita cantare di recente a casa di un’amica, Patrizia di Carrobio. Grazie a lei ho passato un’altra serata indimenticabile con i successi degli anni ‘60. Vere perle rimodulate dalla sua voce.

Mentre Mafalda Minnozzi canta, si dona, ma riceve da chi ascolta. Ti trovi coinvolto in un vortice di generosità reciproca. E' un miracolo che pochi artisti sanno fare e che nasce da una profonda umiltà.

Mafalda ha una storia importante, difficile, controcorrente, coraggiosa. La storia di una vera interprete. La voce è il suo strumento. Trasmette emozioni, ogni testo modulato dalle sue corde vocali sembra vivere un’altra vita. A volte rinasce. Trasmette passione e ti coinvolge in una vera e propria esperienza sensoriale.

Non ha perso la sua italianità, ma il Brasile le è entrato nel sangue, fa parte non solo del suo repertorio musicale ma del suo modo di muovere le parole nell’aria. Parole che intraprendono un cammino tutto loro adagiandosi sulla musica.

Così la vedo. Così vedo Mafalda Minnozzi , una cantante che a mio avviso andrebbe conosciuta molto di più in Italia, un Paese dove oggi si concede poca importanza all’interprete musicale. Non era certo così ai tempi di Mina. E viene da chiedersi se in un sistema come quello attuale forse anche la tigre di Cremona avrebbe avuto problemi ad emergere.

E Mafalda Minnozzi ha anche personalità da vendere. Questo puo essere un altro grande problema nel panorama musicale italiano che oggi gli artisti li vuole plasmare.

Le sue radici sono tra Pavia, dove nasce, e San Severino Marche, dove cresce.  Poi una lunga carriera tra Italia e Brasile,  la sua.  Ed è  la terra sudamericana che le ha regalato la vera fama.

Le lo conquista, ma il Brasile conquista lei.

In Brasile la musica diventa facilmente danza, Mafalda fa lo stesso con la sua voce.  E le capita di modulare anche pezzi italiani così. Accarezza diversi generi. Dall’interpretazione di successi musicali degli anni ‘60 (con Tenco, Paoli), al Jazz degli anni 30 e 40 (con Duke Ellington, Billie Holiday),  a quelli brasiliani ovviamente (con Gilberto Gil, Chico Buarque, Milton Nascimento, Caetano Veloso)...

Da vent’anni lavora e si esibisce con il chitarrista italo-americano Paul Ricci. Con lui ha registrato eMPathia Jazz Duo, un vero gioiello tra samba e jazz, i suoi due pilastri musicali.

Che dire di più? Andatela ad ascoltare. E' a New York in questi giorni. Da non perdere.

Tutte le info nel suo website: https://mafaldaminnozzi.com.br/home-page/

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