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La Festa del Cinema di Roma, la fattoria dei sogni

Monica Straniero (October 27, 2019)
Mentre si chiude il sipario sulla 14ma edizione della Festa del Cinema di Roma con il premio del pubblico andato a "Santa Subito" di Alessandro Piva, proviamo a fare qualche considerazione su cosa rappresenti questo evento per la città la cui immagine, purtroppo. è troppo spesso quella di una metropoli allo sbando e incapace di reagire.

La festa, nata nel 2006, voleva essere una sorta di Festival non certo in competizione con quello di Venezia, ma una celebrazione per dare lustro in senso più ampio proprio alla città che più di tutte in Italia ma anche nel mondo, rappresenta il cinema.

Per dare solo un'idea, gli studios di Cinecittà, fondati nel 1937 da Benito Mussolini, hanno prodotto più di 3000 film, 90 dei quali sono stati nominati per un Oscar che poi è stato vinto da ben 47 pellicole. Qui hanno lavorato fior di attori e registi, da Fellini a Visconti, dalla Magnani alla Loren ma ache Scrosese e Coppola. Era impensabile dunque che Roma non avesse il suo Festival.

Festival che sotto la direzione dell'attuale direttore artistico Antonio Monda, è diventata una Festa. L'"americano Monda" - come viene affettuosamente chiamato - è in carica dal 2015 e ci resterà fino al 2020.

Uno dei suoi vanti è proprio quello di aver tolto la giuria dal Festival e aver dato al pubblico la possibilità di scegliere il vincitore attraverso il mecanismo del voto con cartoline all'uscita delle proiezioni. 

"Questa è una vera e propria festa del cinema e per il cinema, ma soprattutto per il pubblico. Qui non vegono solo le star a presentare i film in uscita, ma anche registi e attori che si fanno 10 ore di volo solo per incontrare il pubblico e chiaccherare con loro per il piacere di parlare di cinema. Ecco, questa è la nostra forza".

In effetti i numeri danno ragione a Monda.

Anche quest'anno la Festa ha incrementato tutti i dati possibili. Incassi aumentati del 18%, accrediti del 13%, il sito ufficiale addirittura ha aumentato gli accessi dell'86%. I biglietti venduti sono aumentati del 10%, in grande ascesa anche i social, Facebook +12%, Instagram +36% e la presenza di notizie su quotidiani e stampa è aumentata anche del 23% su quelli locali, del 10% su quelli nazionali.

L'immagine quindi che Roma incassa, dopo 10 giorni di Festival, è senza dubbio positiva, sale piene, trasporti funzionanti da e per le sale, eventi collaterali e per gli ospiti organizzati benissimo, ristoranti pieni, talents che dichiarano il loro eterno amore alla città, nonostante qualche intoppo qui e lì, ma chi non ne accusa?

Roma è nell’immaginario collettivo il set dei sogni, della bellezza, delle grandi star e dei registi geniali. È un passato pesante e difficile da “combattere” ,ma la  Festa del Cinema di Roma ha fatto meritare alla Capitale il riconoscimento di “Città Creativa per il Cinema”. E poi anche Cannes fa i conti con le sue disfunzionalità.

Certo non è un festival, dunque non è fatto a misura di giornalisti, che si sono spesso lamentati per le proiezioni stampa troppo accavallate e con scarse possibilità di recupero, e non avendo una giuria per il concorso principale perde un po' del fascino di Cannes e Venezia, ma a Monda questo come detto non importa.

A dare qualche problemino in questa edizione è stato Bill Murray. Prima non si è presentato alla conferenza stampa, era ancora in pigiama all'1,30 , poi ha rifiutato la traduzione durante l'incontro con il pubblico, scocciato di dover attendere che la traduttrice riferisse al pubblico.

Molto diverso l'atteggiamento invece di altri divi come Fanny Ardant o John Travolta, sono stati super disponibli non solo alle traduzioni, ma anche simpatici abbastanza da voler dire qualche parola in italiano.  Certo sono state diverse le assenze celebri, per esempio nessuno degli attori di The Irishman era presente, a casa anche Jennifer Lopez e Renee Zellweger. Benicio Del Toro che ha saltato l'incontro con i gironalisti, anche lui in albergo ancora in pigiama.

Della Festa di Roma, di quest'anno, si ricorderà certamente la serata di 'The Irishman'. il regista Martin Scorsese accompagnato dalla moglie, Helen Morris, e dalle figlie Catherine e Francesca ha incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arrivato per assistere alla proiezione con la figlia e il genero.

"Frances Mc Dormand, vincitrice di due premi Oscar, viene qui a celebrare gioiosamente il cinema, qui c'è un clima diverso e lo hanno capito tutti. Per questo vengono volentieri e sono tutti molto rilassati. Questa è una Festa e così rimarrà, non voglio che abbia nulla in comune con gli altri Festival" ha ribadito anche quest'anno Antonio Monda.

Per 10 giorni ci siamo dimenticati l'immondizia, le buche nelle strade, i senzatetto attorno alla stazione Termini e l'ultimo efferato omicidio. Ma purtroppo a Roma non basta una meravigliosa Festa del Cinema per potersi riprendere. E' una bella pausa, ma gli interventi straordinari purtroppo restano confinati alla zona - cinema. 

Mentre la città continua a  stagnare nei suoi quotidiani problemi. 

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