Il presepe napoletano. Quando arte, religione e cultura popolare si fondono

Marcello De Marco (December 09, 2010)
  • Filomena Maria Sardella mostra uno dei pezzi
i-Italy è andata a vedere l'allestimento dell'imminente mostra presso l'Istituto Italiano di Cultura a New York e ha parlato con la curatricel Filomena Maria Sardella, della storia ed evoluzione del presepe. (l'esposzione inagurata il 14 Dicembre continuerà fino al 18 Gennaio. Per la cerimonia di chiusura sarà presente anche il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe)

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Una delle tradizione natalizie più amate degli italiani è quella del presepe.

La rappresentazione della natività è una parte talmente importante della cultura italiana che è stata spesso inclusa ed enfatizzata in opere cinematografiche e teatrali. L'esempio più noto è forse quello di casa Cupiello, parte fondamentale della commedia Natale in Casa Cupiello di Eduardo De Filippo. In quest’opera il presepe diventa simbolo delle tradizioni familiari, prima snobbate e poi abbracciate dal figlio dei Cupiello.

L’origine di questa tradizione risale a San Francesco, che creò il primo presepe vivente nel 1223. Tuttavia dal 1500 questa forma d’arte è stata rivisitata dai maestri napoletani con la creazione del famoso presepe napoletano, caratterizzato da statuine in creta e da elaborate scenografie denominate scogli.

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Il presepe napoletano è oggi considerato una vera e propria forma d’arte; come tale un evento che celebrasse questa tradizione a New York in manera esaustiva era da tempo dovuto. Finalmente l’attesa è finita: gli abitanti di New York e dintorni potranno ammirare alcuni affascinanti presepi, sia moderni che storici. Infatti saranno in mostra  presso l’Istituto di Cultura Italiana dal 14 Dicembre al 18 Gennaio.

Ad i-Italy è stata concessa un’anteprima della mostra durante l’installazione. Abbiamo così anche parlato con Filomena Maria Sardella - curatrice della mostra - che ci ha spiegato molto sulla storia ed evoluzione del presepe napoletano.

La sua storia comincia nel sedicesimo secolo, quando il Maestro Gaetano di Thiene iniziò a includere nella rappresentazione figure più intime facenti parti della vita comune. Fino ad allora il presepe era una rappresentazione mistica della natività con tutte e solo le figure canoniche come Gesù Bambino, la Vergine, gli angeli ecc.

Gaetano di Thiene incorporò personaggi più mondani, per esempio i pastori, portando alla formazione di una nuova corrente. Così il presepe divenne più rappresentativo della vita reale e degli usi e costumi della società napoletana.

Questo nuovo modo di realizzare il presepe divenne gradualmente sempre più predominante, trasbordando addirittura nelle arti figurative, e raggiunse il suo apice durante i periodi del Barocco e Rococò (1600 e 1700), quando furono inclusi personaggi come la lavandaia, lo storpio, il moro e molti altri.

Questo trend non si è mai affievolito e oggi sono inclusi nei presepi moderni personaggi del mondo politico e dello spettacolo. Nel 1960 Totò fece la sua comparsa; la stessa cosa accade, in tempi più recenti, a politici come Di Pietro, Mitterrand,  Bill Clinton, Barak Obama.

Durante il periodo Barocco ci fu anche un’altra evoluzione del presepe. Fino ad allora i presepi erano allestiti esclusivamente in edifici religiosi, ma in quel periodo l’aristocrazia  si interessò a questa forma d’arte e i presepi cominciarono ad apparire nei sontuosi palazzi della nobiltà napoletana.

Il re Carlo di Borbone era un grande appassionato a tal punto che voleva sistemare personalmente i personaggi nello scoglio e dava mandato alla Regina e alle dame di corte di creare con le sete più raffinate gli abiti per le statuine.

Il presepe “domestico” divenne così diffuso che nel 1700 artigiani specializzati creavano gioielli in miniatura per i personaggi.

Da allora il presepe ha attraversato numerosi momenti. Una dei più curiosi è quello che ha portato alla creazione dei presepi in miniatura allestiti per esempio in gusci di noce o conchiglie. Nella mostra all'Istituto potrete ammirare uno alto 40 cm e con più di trecento personaggi.

Questa forma d’arte  è per definizione sempre in divenire: ogni anno, anche se lo scoglio rimane lo stesso, i personaggi vengono sistemati in maniera differente. Poi vengono aggiunte nuove statuine e rimosse quelle vecchie e danneggiate.

Ancora oggi la maggior parte delle famiglie italiane ogni Natale realizza un presepe.  Nel 1954 fu fondata l’AIAP (Associazione Italiana Artisti del Presepe) per preservare questa tradizione, e ovviamente la divisione napoletana dell’associazione è la più attiva.

L’esposizione all'Istituto di Cultura  è composta da quasi 40 opere, tra le quali una carretto parte del presepe reale dei Borbone in esposizione alla Reggia di Caserta.

L'inaugurazione è prevista per il 14 Dicembre ma i presepi saranno visitabili fino al 18 gennaio quando il Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, inzierà una visita di tre giorni a New York. 

Si tratta di un’occasione unica per scoprire e apprezzare questa affascinante tradizione italiana, e magari per cominciare a ideare il loro personale presepe.

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