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The Garbage Patch State arriva alle Nazioni Unite

Mila Tenaglia (September 29, 2014)
The Garbage Patch State: l’innovativo e provocatorio progetto dell’artista Maria Cristina Finucci approda alle Nazioni Unite. Per divulgare tramite il potere dell'arte un grande disastro ambientale. L'evento è promosso dalla Missione Italiana e dall’Ambasciatore Sebastiano Cardi per il semestre italiano di presidenza europea. Tra gli sponsor l’ENI.

Il Garbage Patch e’ un fenomeno poco visibile e sconosciuto per la maggior parte delle persone. Solo di recente i media piu’ diffusi hanno cominciato a parlare di questo problema. Si tratta di un conglomerato di rifiuti plastici che si addensa in particolare nell’Oceano Pacifico ma sta minacciando anche gli altri mari. Parliamo di un’estensione di 16 Km quadrati grande quanto il Texas. Un vero e proprio stato di rifiuti.

“Qualche anno fa lessi dell’esistenza del Garbage Patch. Mi colpi’ molto e da allora approfondii la ricerca su questo disastro ambientale. Dovevo fare qualcosa”.
 

Maria Cristina Finucci e’ un’artista, architetto e designer. Durante la sua carriera ha vissuto e lavorato a New York, Parigi, Bruxelles, Mosca, Madrid e Roma. Con questa brillante iniziativa l’artista toscana ha voluto sollevare uno specifico problema ambientale della dispersione dei rifiuti nei nostri oceani.
 
“Ci voleva una rappresentazione sintetica e simbolica che riassumesse questa immagine. Pensai di realizzarla attraverso una tecnica trasmediale, ovvero seminando vari ‘indizi’ di differente natura”.
 
“Prima di tutto”, spiega Maria Cristina, “L’11 Aprile del 2013 ho simbolicamente fondato lo ‘Stato di plastica’ con una grande installazione nella sede dell’Unesco di Parigi. Ho messo dei grandi sacchi trasparenti di plastica con dentro dei tappini per simboleggiare l’isola.

Ho creato delle cartoline con l’immagine dello stato e la scritta ‘Greetings From the Garbage Patch state’ ”.
 

“Qualche mese dopo sono andata a Venezia e ho aperto il mio Padiglione all’Universita’ Ca’ Foscari.

Abbiamo fatto partecipare gli studenti e creato il mito fondante dello Stato. Sulla scia del mito greco si  è discusso sulla religione, la geografia, le etnie. Come un vero Stato appunto. Lo Stato ha continuato a viaggiare: siamo andati a Madrid a una fiera internazionale di arte contemporanea e ho portato una grande installazione.

Dopo un anno The Garbage Patch State ha celebrato la prima Festa Nazionale con una grande onda di plastica messa sulla piazza del MAXXI Museo a Roma. E poi non  è  potuta mancare l’apertura della sua prima Ambasciata”.

Ci spiega meglio: “Molti mi chiedevano di poter diventare cittadini dell’isola, o addiruttura ministri”.
 
“Ho schedato migliaia di oggetti, possibili abitanti del Garbage Patch State. Ciabatte, bicchieri, forchette di plastica, detersivi. Ho fatto dei certificati di nascita per chiunque volesse diventare cittadino e adottare un oggetto”. Da allora la stampa di tutto il mondo ha cominciato a parlare di queste installazioni”.
 
Poi il viaggio è proseguito oltre oceano, non poteva certo mancare New York.
“Per me e’ un onore essere presente alle nazioni Unite con questa installazione il 29 Settembre. L’Ambasciatore Cardi si e’ dimostrato entusiasta all’idea ed e’ stato davvero piacevole collaborarci”.
 
Anche l’ENI, sponsor ufficiale,  è stato di grande supporto all’iniziativa “Si tratta di un progetto intelligente che ha visto da subito il nostro sostegno non solo per il messaggio etico ma anche per le innovative modalita’ di rappresentazione” riporta Stefano Lucchini, Direttore Relazioni Internazionali e Comunicazioni dell’ENI.
 
Alle Nazioni Unite solo un piccolo assaggio dell’installazione: un grande serpente composto da 132mila 500 tappini sara’ presenta nella lobby interna durante l’assemblea generale dell’ONU.
Ma non vi preoccupate: se non riuscite ad essere a NY presto uscira’ il documentario sul Garbage Patch State filmato dal regista Miguel Angel Tobia.

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