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Disegnare una Ferrari. Conversazione con Flavio Manzoni

Letizia Airos (May 26, 2016)
Come nasce una nuova Ferrari? La sinergia tra designer, ingegneri e tecnici è alla base del continuo successo della famosa casa automobilistica di Maranello. La peculiare metodica di progetto adottata da Ferrari Design permette al designer di non chiudersi in un ambito puramente stilistico e di incidere sulle scelte di progetto con il comune obiettivo di giungere ad un risultato di eccellenza.

Ginevra. Motor Show. Siamo al 'salone dei saloni' del settore automobilistico in Europa. L'atmosfera e' elettrizzante.  Si rinnova un'occasione imperdibile per addetti al lavoro, ma anche per tutti coloro che amano questo mondo e che spesso, sono felici anche solo di poter sognare. E il sogno dei sogni, per quanto riguarda l'Italia, anche quest'anno e' lagato al mito della Ferrari. Un vero trionfo di design che affianca l'innovazione e la tecnica.

Accompagna anche questa volta la sua nuova creatura—la Ferrari GTC4 Lusso—Flavio Manzoni, il designer di origine sarda oggi Senior Vice President of Design della Ferrari.

Un “vecchio amico” che abbiamo incontrato e intervistato altre volte a New York. Non ce lo lasciamo scappare, curiosi come siamo di sapere come nasce e dove porta il nuovo design italiano nel settore automobilistico.

 

Disegnare una Ferrari rappresenta il traguardo più ambito che un progettista di automobili possa desiderare. Ci spiega perchè? E’ l’onore di confrontarsi con un marchio che è divenuto un vero e proprio mito, apprezzato in tutto il mondo? E’ la sfida di dare forma ad un ‘corpo tecnologico’ così sofisticato ed efficiente?

"Credo che il prestigio legato a disegnare una Ferrari dipenda da entrambe le cose. Innanzitutto c’è il fortissimo e radicato valore simbolico che il marchio Ferrari rappresenta nell’immaginario collettivo, rafforzato dal ruolo di leadership tradizionalmente occupato dalle vetture Ferrari nel mondo dell’automobile.

Secondo, e altrettanto importanti, ci sono i requisiti tecnici e prestazionali richiesti da queste automobili. Questi si traducono in una serie di vincoli particolarmente restrittivi che sono la vera sfida di progettisti e designer.

Ogni nuova macchina nasce dalla consapevolezza degli elementi tecnici che confluiscono nel progetto. Siamo costantemente al lavoro su temi di grande complessità—ma è proprio qui il punto chiave del progetto di una Ferrari: esso scaturisce dalla configurazione di tutte le componenti e di tutti gli aspetti tecnologici che entrano in gioco"

Di cosa si occupa il Centro Stile Ferrari, creato nel 2010 come struttura operativa all’interno della fabbrica di Maranello e diretto da Flavio Manzoni?

Ci occupiamo dello sviluppo, dello stile e della costruzione di modelli e prototipi, lavorando ‘in house’ e in stretta sinergia con i vari reparti di engineering, e abbiamo un reparto “modelleria” e un’area dedicata alla visualizzazione di modelli virtuali digitali".

E’ stato un passaggio rilevante nella storia recente di Ferrari, che vede ora riunite le competenze ascrivibili all’ambito creativo-progettuale con una funzione operativa di importanza sempre crescente.

Tra le finalità del nuovo dipartimento ci sono quelle di rispondere alla diversificazione della produzione in modelli in serie e in serie limitata; di promuovere la realizzazione di vetture tailor made, altamente personalizzate e in esemplare unico; e di contribuire allo sviluppo di un linguaggio innovativo e di una identità di marca sempre più forte, in accordo con l'importanza assegnata alla bellezza estetica come uno dei fattori determinanti del DNA di una Ferrari.

Un design sinergico, insomma. I designers del Centro Stile Ferrari non si occupano solo di ‘stile’…

"Infatti. La prossimità di Ferrari Design con gli altri reparti dell’azienda, e in particolare con il Centro Sviluppo Prodotto, facilita la condivisione di attività e uno scambio continuo di informazioni. Questa interazione permette al mio team di designers di non chiudersi in un ambito puramente stilistico che potrebbe risultare riduttivo, e di incidere sulle scelte di progetto con il comune obiettivo di giungere ad un risultato di eccellenza".

Una peculiarità delle metodiche di progetto adottate da Ferrari Design è proprio la sinergia che si stabilisce tra designer, ingegneri e tecnici. Un dialogo che molto spesso confluisce nelle proposte condivise da specialisti di diverse aree. Così il compito del designer è di mediare le necessità tecniche con quelle formali e sviluppare in parallelo le attività di modellazione tridimensionale digitale e “al vero”, con una fruttuosa commistione tra le tecnologie più avanzate e il lavoro manuale. E’ un modello di lavoro affascinante, basato su un concetto che lei ha più volte espresso: che tra arti visuali e design—termine inteso nella più ampia accezione di cultura progettuale—esistano strette corrispondenze e delle radici comuni. 

Come si combinano invenzione creativa e progetto tecnico nella sua esperienza professionale?

“Essere in grado di governare complesse questioni tecniche e interagire con gli ingegneri e gli specialisti dell’aerodinamica fa parte dell’impegno quotidiano del team Ferrari Design. Il nostro Centro Stile è strutturato per operare con flessibilità e per promuovere un interscambio di ruoli a tutto vantaggio dell’esperienza che ad ogni progetto arricchisce, sotto il profilo professionale e umano, tutti coloro che ne sono coinvolti.

Il design di una nuova Ferrari insomma scaturisce dalla consapevolezza e dalla comprensione dei vincoli tecnici che il progettista si trova a dover affrontare. Si tratta di un percorso mutevole e non è infrequente che vi siano aspetti tecnologici e normativi o necessità di produzione in grado di generare soluzioni creative rilevanti non soltanto sotto il profilo estetico ma anche sul piano funzionale"

Tecnologia, sportività, innovazione, ricerca, estetica, bellezza, memoria, passione—sono termini ricorrenti, categorie distinte eppure complementari. Cosa lega tutto questo, qual è il ‘mood Ferrari’, per mutuare un’espressione oggi particolarmente diffusa? Quel mood che è dietro ogni automobile, che sottende ogni nuova realizzazione?

"Quelli che lei cita sono elementi che non possono essere isolati, fanno parte di un percorso che l’azienda ha intrapreso e continua ad alimentare di nuovi stimoli e traguardi. Ogni Ferrari può essere guardata attraverso tre possibili chiavi di lettura. La prima è legata al contesto, a Maranello e al suo territorio, agli spazi di vita e di lavoro, all’incontro tra le persone. Qualcosa in grado di evocare ancora la personalità e la presenza carismatica del suo fondatore, Enzo Ferrari. Poi la dimensione creativa, quella che assimila il lavoro progettuale sull’automobile ad una vera e propria esperienza artistica e tecnica insieme, fattuale e industriale. Last but not least, il design, che comprende nella sua ampiezza la densità di pensiero ma anche la sensibilità e l’attitudine ad agire tipica del progettista"

Tradizione e innovazione, quindi. Questo tipico binomio italiano, tratto caratteristico di una terra che esprime una storia millenaria e una capacità creativa riconosciuta in tutto il mondo, è al cuore del mito Ferrari. E’ per questo che Ferrari è sempre di più al vertice, anche nel design, nel ruolo di protagonista dell’evoluzione dell’automobile nel XXI secolo.

Coerenza con il proprio passato e proiezione costante verso i futuro, nel segno di una ricerca rigorosa e di una grande passione per innovazione tecnico-formale.

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L'ultima nata  

Ferrari GTC4 Lusso

È l’ultima realizzazione in ordine di tempo nell’ambito delle vetture di serie. La Ferrari GTC4 Lusso, disegnata dal Centro Stile Ferrari sotto la direzione di Flavio Manzoni, campeggia nel salone del Motor show di Ginevra e attrae come una calamita.

La nuova proposta Ferrari nell’ambito delle granturismo a quattro posti affronta il tema della vettura coupé shooting brake ridefinendo il profilo del padiglione per assimilarlo ad una silhouette propria di una shooting brake. Ne deriva una volumetria bilanciata nelle proporzioni e in linea con l’impronta complessiva di un’auto performante, equipaggiata con un propulsore V12 anteriore longitudinale e trazione sulle quattro ruote, con uno spazio interno adeguato.

“Ci siamo a lungo domandati – sottolinea Flavio Manzoni – se dare continuità a quell’idea di architettura dei volumi. Alla fine l’abbiamo confermata, per la fruibilità e la versatilità che tale soluzione consentiva. L’inserimento dello spoiler e l’abbassamento del profilo del padiglione ci hanno permesso di perfezionare le proporzioni”.

Alcuni riferimenti ‘storici’ sono rintracciabili nel nome, che rimanda alla 250 GT Lusso (1962), una delle vetture più apprezzate da Enzo Ferrari e nella 330 GTC (1966), richiamata nel dettaglio dello sfogo d’aria del parafango anteriore. Citazioni sottili, ‘metabolizzate’ per generare forme nuove e accattivanti, mai confinate ad una riesumazione storica pretestuosa o fine a se stessa.

Ciò che colpisce, se si osserva con attenzione il disegno della GTC4 Lusso, è il tema a 'diapason' che crea un gioco di superfici e  che alleggerisce visualmente l’intera fiancata, con un’inedita e coinvolgente sensazione di maggiore tridimensionalità.

Frutto di una totale riprogettazione sono anche gli interni della GTC4 Lusso, che presentano un’inedita architettura della plancia ‘dual cockpit’, appositamente studiata per l’integrazione di nuovi devices tecnologici come il display centrale di controllo da 10,25 pollici widescreen e un secondo display multifunzionale dedicato al passeggero per la condivisione delle emozioni di guida con il pilota.

Pur appartenendo a tipologie differenti, la F12 TDF e la GTC4 Lusso, esplicitano quello che Manzoni definisce “un codice linguistico comune e distintivo dell’opera di Ferrari Design.”

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