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L'eredità ebraica tra Venezia e Lecce

Vincenzo Ruocco (June 06, 2009)
Nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura a New York omaggio alla comunità ebraica attraverso due regioni, Veneto e Puglia

Ritornare a ricordare, rendendo omaggio ad una comunità antichissima e ad una religione altrettanto importante, la più antica tra le fedi monoteistiche.

Farlo a New York,  una delle città con la maggiore presenza mondiale di ebrei, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura è stato sicuramente significativo. Farlo poi attraverso due regioni come il Veneto e Puglia, del nord e del sud,  ha dato la possibilità di spaziare e riflettere sulla grade esperienza di questa comunità nel tessuto regionale italiano.

Alla conferenza sono intervenuti i docenti Gadi Luzzatto Voghera, Shaul Bassi e Fabrizio Lelli, rispettivamente della Boston University, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Università di Lecce.

Importante l'aiuto economico ed organizzativo del Consolato Generale d’Italia e del Centro Primo Levi, ancora una volta insieme nel portare avanti iniziative legate alla Comunità ebraica.

Grazie alla presenza del Console Generale d’Italia Francesco Maria Talò e di Andrea Fiano, membro del Consiglio Direttivo del Centro Primo Levi di New York, gli uditori sono stati guidati attraverso un percorso di scoperta interessantissimo.

Nelle parole del Console la testimonianza del retaggio culturale ebraico, parte della ricchezza comune dell’Italia contemporanea.
Andrea Fiano ha poi ricordato le comunità ebree italiane, di Roma, Milano e Torino, senza dimenticare quelle appartenenti ai piccoli centri urbani come ad esempio Ferrara.

La sfida futura, questo si è evinto dalla conferenza, è mantenere viva la cultura ebraica, una cultura che può essere trovata facilmente ove la si voglia cercare.

Esistono in merito grandi quantità di fonti storiche. A Venezia è ad esempio possibile visitare la grande biblioteca ebrea, luogo della letteratura, della ragione e del sentimento, un luogo in grado di portare la storia nel presente, proiettandola e proiettandoci verso un futuro più roseo di condivisione e comprensione.

Nel Veneto troviamo infatti importanti tracce della presenza ebraica. Impronte che raccontano di personaggi di spessore, alcuni forse mai esistiti, come Shylock, il mercante di invenzione shakespeariana, altri dalla vita piena e ricca, figure storiche come Emanuele Conegliano alias Lorenzo Da Ponte, poeta e librettista italiano, noto soprattutto come autore dei libretti delle grandi opere di Mozart, e molti altri, proseguendo con Moshe Chaim Luzzatto, colui che per primo affrontò la causa del proprio popolo nella letteratura moderna o Rabbi Leone Modena, grande studioso e scrittore del sedicesimo secolo.

E ancora Cesare Lombroso, antropologo e giurista italiano, meglio conosciuto da molti come criminologo, dalle teorie bizzarre, e Luigi Luzzatti, giurista ed economista italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri dal 31 marzo 1910 al 29 marzo 1911 e fondatore della Banca Popolare di Milano nonché Presidente dello stesso istituto di credito dal 1865 al 1870.

A Venezia, la compresenza di comunità giudaiche arrivate da differenti luoghi in differenti momenti storici finì per portare alla creazione di due ghetti, popolati entrambi da ebrei ma con stili di vita diseguali.

Nel grande e primo Ghetto la compresenza di ebrei di origine svariata (tedesca, spagnola e levantina) rese l'ebraico unica lingua parlata nella comunicazione tra i diversi gruppi che successivamente finì per trasformarsi in una lingua parlata giudaico-veneziana.
Il Ghetto, inoltre, agglomerando in sé un pluralismo etnico, permise la nascita del dibattito e il confronto su riti ed usanze diverse che vennero così a contatto fra loro.

La Puglia anch’essa offre ricche testimonianze storiche riguardanti la presenza ebraica in epoca antica e medievale, una comunità in cui si mantenne viva la fede e mai si fermò quel processo di rinnovamento della lingua e della cultura d’Israele in Occidente.

La storia dell'ebraismo si intreccia in maniera singolare con questa regione.

Dal porto di Brindisi transitò la maggior parte dei deportati ebrei dalla Giudea all'epoca della distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme. Nella città e neii suoi dintorni si svilupparono fiorenti comunità in età imperiale romana. Nell'Alto Medioevo i territori della Puglia ospitarono ebrei che provenivano da tutto il mondo mediterraneo.

A partire dal XII-XIII e soprattutto durante il XIV secolo, nuovi gruppi ebraici iniziarono a sovrapporsi ai precedenti nuclei, spopolati dalle conversioni forzate e dalle emigrazioni.

I nuovi arrivati provenivano dall'Italia centro-settentrionale, dalla Provenza, dalla Penisola Iberica e dall'Europa centrale. Molti fuggivano le precarie condizioni di vita dei piccoli Stati della nostra penisola. La maggior parte dei nuovi giunti erano stati costretti a lasciare le loro terre natali a causa delle persecuzioni religiose che dilagarono con frequenza sempre crescente nell'Europa tardo-medievale, esaltata dal recupero di presunti valori nazionali che non lasciavano spazio a minoranze di fede diversa da quella cristiana.

L'ultima migrazione adriatica avvenne in un contesto storico totalmente diverso, durante e dopo la II Guerra Mondiale, quando molti ebrei, provenienti dall'Europa orientale e soprattutto dall'area balcanica, furono costretti a trascorrere mesi, talora anni, nei campi di transito istituiti dalle Forze Alleate nella regione adriatica per ospitare i superstiti delle persecuzioni nazifasciste. Nel XV secolo il regno aragonese accolse molti profughi e seppe trarre vantaggi culturali, oltre che economici, dalla loro presenza. Il passaggio alla Spagna dell'Italia del Sud pose fine alla storia millenaria dell'ebraismo di Puglia nel 1541, data dell'ultima e definitiva espulsione, anche se probabilmente molti ebrei vi rimasero nelle vesti di neo-cristiani che nel corso dei secoli dimenticarono quasi completamente le loro origini.

Nel Cinquecento, come nei secoli precedenti, i profughi emigrarono soprattutto nei paesi dominati dalla Sublime Porta, in Dalmazia e nelle isole ioniche, governate dalla Serenissima, pronti a ripercorrere in senso inverso la loro rotta adriatica quando le condizioni fossero divenute più favorevoli. Con l'Unità d'Italia alcune famiglie ebraiche tornarono in Puglia dai territori ottomani dove i loro antenati erano fuggiti. Ad essi si aggiunsero, negli anni '30 del XX secolo, ebrei in fuga dalla Germania.

Negli Stati Uniti, oggi, risiede il più folto numero di ebrei al mondo. Dei 18 milioni presenti sul pianeta, 6.800.000 vivono negli Stati Uniti, oltre 3.600.000 in Israele, quasi 2.000.000 in Russia, circa 1.500.000 in Europa.

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