Ron a New York per due importanti appuntamenti

Maria Rita Latto (January 08, 2011)
Ron. 4o anni di carriera densi di successi e collaborazioni importanti. Il cantautore, ormai parte della storia della musica italiana, sarà a New York per due appuntamenti. Un concerto alla Sullivan Room ed un incontro alla Casa Italiana Zerilli-Marimò. Suonerà ma parlerà anche del suo lavoro per aiutare a combattere La Sclerosi Laterale Amiotrofica

La Sclerosi Laterale Amiotrofica si può combattere anche con la musica. Questo è il messaggio che arriva ascoltando “Ma quando dici amore”, uno degli ultimi album di Ron, cantautore italiano da quarant’anni sulla ribalta della musica italiana.
 

Ron farà un concerto a New York e parlerà di questo alla Casa Italiana Zerilli-Marimò. Due appuntamenti da non perdere il 17 ed il 21 di questo mese.
 

Quella di Ron è una a carriera iniziata da giovanissimo, quando nel lontano 1970 sale sul palco di Sanremo insieme con Nada, conquistando il settimo posto con la canzone “Pà diglielo a mà”. Da subito Ron (o Rosalino Cellamare, all’inzio della carriera usa il suo nome) mostra una sensibilità ed un’attenzione a tematiche non certo facili per il tempo, partecipando alla manifestazione “Un Disco per l’estate” con il brano “Il gigante e la bambina”: un testo difficile per l’argomento trattato, la violenza sui minori. Inutile dire che il brano fu censurato.
 

Nel 1972, durante un viaggio in nave per la Sicilia scrive la musica di “Piazza Grande”, canzone presentata a Sanremo da Lucio Dalla. E da lì Ron non si è fermato mai, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, componendo brani di successo, collaborando con altri artisti italiani, esibendosi dal vivo in stadi ma anche in teatri, sperimentando vari modi di comunicare col pubblico, proponendosi anche come attore in film di successo e non disdegnando neanche la vetrina di Sanremo, non sempre gradita ai cantautori nostrani. Anzi, Ron ha addirittura vinto l’edizione del 1996 in duetto con Tosca, con la bellissima “Vorrei incontrarti fra cent’anni”. Poi l’incontro, attraverso un suo amico fraterno Mario Melazzini che si ammala di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), con la malattia e con la disabilità. Da quel momento la vita e la carriera di Ron saranno sotto il segno della solidarietà.
 

Dopo aver partecipato con il brano “L’uomo delle stelle” all’edizione del 2006 del Festival di Sanremo, ribalta scelta per parlare della SLA a più persone possibili, esce l’album “Ma quando dici amore” in cui Ron duetta con altre voci famose per dare vita ad un importante progetto: tutti i proventi della vendita sono destinati alla ricerca per la SLA, la terribile malattia degenerativa che ha colpito il suo amico, malattia al momento inguaribile, di cui si conosce poco e che porta alla completa paralisi dei muscoli volontari. Sono 14 canzoni, per la maggior parte successi di Ron rivisitati, con nuovi arrangiamenti che li rendono diversi, rinnovati e riadattati per diventare duetti con artisti che hanno collaborato senza percepire compensi.
 

Artisti del calibro di Carmen Consoli, Jovanotti, Raf, Elisa, Lucio Dalla, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, Claudio Baglioni, Luca Carboni, Samuele Bersani, Anggun, Mario Lavezzi, Loredana Bertè, Tosca e Renato Zero che ci accompagnano in un viaggio nella memoria attraverso alcuni tra i più famosi brani tratti dallo sterminato canzoniere di Ron.
 

È un’iniziativa che vede ancora una volta il cantautore pavese impegnato per aiutare chi è più fragile, in una collaborazione iniziata nel 2004, anno in cui Ron ha assunto il ruolo di testimonial di AISLA Onlus (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), un’associazione nata nel 1983 per promuovere la tutela, l’assistenza e la cura e delle persone che convivono con la SLA. Oltre ai brani sul CD c’è anche una traccia ROM in cui è registrato un incontro-chiacchierata tra Renato Zero, Ron e Mario Melazzini che raccontano brevemente come sia nato e si sia sviluppato questo progetto musicale, ma spiegano anche cosa sia esattamente la SLA.
 

Un toccante dialogo che diventa testimonianza di quanto l’arte e la musica possano essere un’arma in grado di dichiarare guerra all’indifferenza specie se messe al servizio di qualcosa di bello e positivo nei confronti del prossimo. E proprio Mario Melazzini, l’amico malato che ha fatto conoscere a Ron la SLA, è a sua volta medico e presidente di AISLA e si è esibito insieme al cantautore in numerosi teatri italiani, proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle problematiche ed i bisogni dei malati di SLA e delle loro famiglie. Uno spettacolo intitolato “L’altra parte di Ron”, che ha visto come protagonista il cantautore qui in veste di attore, autore e cantante: un incontro emozionante a cui, appunto, ha partecipato anche l’amico Mario Melazzini, nelle inedite vesti di attore, ad interpretare se stesso, cioè un malato di SLA. Un modo per portare all’attenzione del pubblico un argomento importante, drammatico, e tuttavia proposto con leggerezza e profondità, con sincerità e sensibilità.
 

L’impegno di Ron a fianco di chi soffre non conosce soste e recentemente, con “L’inguaribile voglia di vivere”, brano appositamente scritto per l’AISLA, il cantautore pavese ha cercato di raccontare ciò che questa malattia devastante produce in chi ne soffre: uomini e donne sono visti come giganti, montagne, come guerrieri capaci di lottare sempre e comunque, armati solo d’amore, anche quando finiscono in gabbia, senza la possibilità di muoversi. In Italia si contano circa 5.000 malati, persone che progressivamente perdono la possibilità di muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare in maniera autonoma, mantenendo però intatte le capacità cognitive. Tutti, giorno dopo giorno, aggrappati alla speranza di potersi svegliare una mattina e sentire che è stata trovata una cura a questa terribile malattia.
 

Intanto l’inarrestabile Ron è proiettato verso un nuovo progetto, pur non abbandonando l’impegno nel sociale. Infatti, la crisi del mercato discografico e il successo dei reality alla X-Factor hanno fatto nascere in lui un’idea ormai in via di realizzazione. L’iniziativa si chiama “Una città per cantare”, proprio come una delle sue canzoni di maggior successo. La città per cantare questa volta è la sua Garlasco, dove ha vissuto da bambino e dove ancora risiede. Qui Ron ha progettato di aprire un laboratorio musicale dove “entri artigiano ed esci artista”. Una realtà aperta a tutti, con corsi di musica e docenti di altissimo livello, tra cui lui stesso. Ancora una volta un impegno a sostegno degli altri, sotto il segno della musica. 

January  17, 7:30 pm

The artist in concert @ Sullivan Room

(217 Sullivan st, Manhattan)
BOX OFFICE: inticketing (http://inticketing.com)

January 21, 6:00 pm

the artist meets his public @ Casa Italiana Zerilli-Marimò

 (24 west, 12th st., manhattan)

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