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Quando la storia non la scrivono solo i vincitori

Michaela De Marco* (September 17, 2009)
Nasce su Facebook un’ “agenzia di informazione” fatta a casa. Intervista a Caterina Bettinazzi, impiegata all’Agenzia delle Entrate, e co- amministratrice di 'Informare per Resistere', la popolare “pagina informativa” italiana che conta oggi 52.440 sostenitori


Che cos’è INFORMARE PER RESISTERE?

E' una pagina di Facebook, nata a luglio, costituita da un gruppetto di cittadini comuni che si sono posti come obiettivo quello di riunire giornalmente, in un’unica pagina, tutta una serie di articoli (rigorosamente reperiti in Rete) che possano essere utili per aiutarci a riflettere sui fatti del giorno. Difficilmente, quindi, troverete il "fatto nudo e crudo" (salvo che si tratti di episodi taciuti o travisati dai giornali e dalle TV). Il nostro intento è quello di farci un'idea sugli argomenti di cronaca leggendo (e pubblicando), analisi, pareri di esperti, e quant'altro possa aiutarci a "riflettere". In più se capita qualche iniziativa da sostenere cerchiamo di divulgarla per far sì che le persone partecipino.


Il nostro Paese vive un momento difficile, in cui la stampa è imbavagliata, in cui le televisioni lavorano alla distruzione sistematica dei cervelli e la democrazia sta diventando una parola svuotata dal suo significato. Oggi, più che mai, in Italia è importante riflettere, capire e... difendersi. È ciò che vogliamo per noi stessi e per i nostri figli. La Rete ci consente di condividere questo nostro desiderio e di trovare persone che, come noi, si sentono private di ciò che veramente conta.

Da chi nasce l’iniziativa? La vostra redazione è composta da diverse anime: Stefano Alletti (informatico “fuggito” in Francia), Sergio Caccioppo (informatico dirigente del comune di Marsala), Helene Benedetti (nata in Belgio che segue con particolare attenzione tutto ciò che riguarda il terremoto in Abruzzo, che ha realizzato varie interviste sull'argomento e che collabora con Byoblu e una radio) e Fabio Alemagna (Informatico, campano D.O.C. che segue tutto ciò che riguarda Ambiente e Rifiuti). Come vi “siete messi insieme”? Da chi e come è nata l’idea? Come s’è poi sviluppata? Chi vi ha sostenuti?

L’iniziativa è nata “per caso” nel senso che da tempo ciascuno di noi aveva un proprio account su Facebook che utilizzava per tenerci “in contatto con le persone della nostra vita”. Stefano, mio figlio, ed io siamo entrambi informatici e, per il nostro lavoro, siamo “online” tutta la giornata e questo ci consente, ovviamente, di avere accesso ad un’informazione diversa e libera. Ci siamo resi conto che avevamo cominciato ad utilizzare la nostra pagina personale per condividere “informazione” con i nostri amici.


Un paio di mesi fa ci siamo detti: “Perché non farne una Pagina per poter raggiungere più persone?”. Inaspettatamente “siamo cresciuti”, al ritmo di circa 1.000 sostenitori al giorno, e oggi ci sono circa 53.000 persone che ci seguono. Poco dopo nel “gruppo” sono entrati Helene, Sergio e poi Fabio. Insomma, INFORMARE PER RESISTERE, è diventata una bella responsabilità ma anche un grosso impegno. Non siamo giornalisti, né pretendiamo di esserlo anche se, di tanto in tanto, scriviamo qualche articolo per sostenere o facciamo qualche intervista.


Ci siamo dati delle regole e degli orari in modo che questo “impegno/passione” ci consenta di continuare a svolgere il nostro lavoro. Ciascuno di noi ha dei compiti precisi: Helene si occupa, principalmente, del terremoto in Abruzzo, Sergio di “Mafia e dintorni”, Fabio di “Ambiente e rifiuti”. Stefano ed io siamo la “manovalanza”, ossia quelli che si occupano di reperire in rete articoli e notizie e pubblicarli ad intervalli di tempo regolari.

Ci chiedi: “chi vi ha sostenuti” … cosa rispondere? Nulla e nessuno se non l’amore per il nostro Paese che vediamo sprofondare ogni giorno di più.

L’informazione passa sempre di più mediante internet. Voi stessi vi servite di Facebook e di un blog per far passare le informazioni, lo fate raccogliendo notizie e analisi che a loro volta sono state pubblicate sempre in giornali online. Perché la scelta “rigorosa” di rivolgervi agli organi di informazione online? Perché questa “diffidenza” nei confronti del cartaceo?

Nessuna diffidenza nei confronti del “cartaceo”… il fatto è che conosciamo le potenzialità della Rete e le sfruttiamo appieno. La Rete consente immediatezza e, soprattutto, dà voce al “cittadino”. Chiunque può esprimere le proprie idee e le proprie opinioni e può farlo “liberamente e subito”.

 Internet sta cambiando il mondo dell’informazione (basti pensare al “ruolo informativo” che sta via via assumendo Facebook e Twitter). Ma in che modo sta cambiando il giornalismo odierno? In quale direzione va a vostro parere? Quali sono le cause di questa trasformazione?

Internet sta cambiano il mondo dell’informazione IN ITALIA… è indubbio che la Rete (mi piace definirla così perché dà maggiormente il senso di “condivisione”) ha già cambiato il mondo, diventando il modo migliore e più immediato di “comunicare” (basti pensare alla campagna elettorale di Obama). E’ chiaro che il giornalismo deve adeguarsi e trasformarsi.

Quali i rischi?

Nessuno, l’informazione DEVE essere libera, solo così può assolvere al suo compito principale, cioè quello di rappresentare un controllo al potere.

Una dittatura parte sempre dalla manipolazione del vero, dal “2+2 fa 5”. Credete che è questo che sta progressivamente succedendo in Italia?

In Italia, purtroppo, oggi assistiamo ad una “manipolazione” delle menti che non può essere accettata in nessun Paese che si definisca democratico. La televisione (che ancora rappresenta la fonte di informazione più seguita) sta facendo in modo che le persone “non ragionino con la propria testa”, fornendo informazioni “pilotate” o inesatte ma anche propinando palinsesti che sembrano fatti apposta per farci diventare “stupidi”. La programmazione della “prima serata” ne è la prova: “Grande Fratello”, “L’isola dei Famosi”, “C’è posta per te” … l’elenco è lunghissimo ed è fatto anche da quelle fiction che instillano nelle coscienze valori sbagliati, tipo “Il capo dei capi” per intenderci.

La vostra iniziativa nasce dalla necessità di “resistere” alla “mala informazione”. Credete che un reale cambiamento, in senso più “democratico”, possa avvenire mediante una corretta informazione?

Si, senza dubbio, se, per “corretta informazione” si intende un’informazione che racconti il fatto e consenta alle persone di farsi un’idea propria.

Nonostante i successi di Informare Per Resistere e di altre iniziative come la vostra, il vostro è tuttavia un pubblico di “nicchia”. La maggior parte degli italiani continua ancora ad “informarsi” con la Tv (e sempre meno coi quotidiani cartacei), notoriamente controllata dagli organi di governo. Avete fiducia nel fatto che la “nicchia” possa col tempo dilatarsi spontaneamente o credete che sia necessario individuare nuove strategie comunicative (magari più dirette e meno “virtuali”) per coinvolgere la popolazione in questo progetto di “rinascimento” a tutto campo?

La nostra esperienza non può che confermare questa speranza. La “nicchia” cresce giorno per giorno e, stando ai commenti dei nostri fan, la strada è quella giusta.


Michaela De Marco fa parte della redazione di “Incontro Mediterraneo”





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