header i-Italy

Articles by: Silvia Schiavinato

  • Galileo Galiei in the Past, Present, and Future

    Four hundred years since Galileo Galilei’s initial telescopic observations, the Italian Cultural Institute of New York in collaboration with ISSNAF (The Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) and the Consulate General of Italy in Newark hosted a roundtable discussion on Thursday, December 10 as part of a seminar series on Italian scientific culture in New York.

     

    The debate was moderated by Professor Giorgio Einaudi, scientific director of the ISSNAF and included presentations by two important scientists: Professor Eugenio Coccia, gravitational physics professor at the University of Tor Vergata in Rome and director of the national laboratories of Gran Sasso for the Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), and Professor Vittorio Canuto, scientist emeritus at NASA and physics lecturer at Columbia University and City College of New York.

    The short film From Galileo to Hubble was also screened. Filmed inside a space shuttle by astronaut Mike Massimino, the film presents the importance of Galileo’s telescope to the development of future astronomical science.

    In his presentation entitled “Gravitation from Galileo to Einstein and Beyond,” Professor Coccia illustrated the revolutionary import of the great scientist’s theories who in 1609 was the first to point his telescope skyward. This allowed him to acquire more accurate information about lunar mountains and the composition of the Milky Way while discovering Jupiter’s satellites, sunspots, and the phases of Venus. It was these findings that gradually substantiated the heliocentric theory already proposed by Copernicus, a theory that Galileo then later proved through the scientific method based on precise mathematical observations. For Galileo, the universe was a great book written in mathematical language with characters such as circles, triangles, squares, and other geometric figures. Without intimately knowing these characters it would have been humanly impossible to understand them. 

    Using the same observations of the universe and the same scientific method, Galileo continued to research and explore the laws of gravity that govern the movement of stars and planets, definitively reversing the geocentric view held by Aristotle and Ptolemy and  paving the way for subsequent studies by Newton and Einstein. Einstein himself called Galileo the father of modern physics, without which it would not have been possible for him to arrive at the modern theory of general relativity.

    In his presentation entitled “Galileo and His Crimes,” Professor Canuto meticulously reconstructed the stages of the Tuscan genius’ life, from his preliminary studies until his famous dispute with the Catholic Church, which accused him of heresy, forced him to renounce his theories, and confined him to isolation until his death in 1642.

    Immediately following their presentations, Professor Coccia and Professor Canuto opened the floor to take numerous questions from the audience. The audience’s curiosity ranged from scientific issues directly related to their presentations to topics that are more current, such as lack of funds for scientific research, and problems associated with climate change and possible solutions.

  • Galileo Galiei, tra passato, presente e futuro

    A distanza di 400 anni dalle prime osservazioni al telescopio di Galileo Galilei, l’Istituto Italiano di Cultura di New York in collaborazione con ISSNAF (The Italian Scientists and Scholars in North America Foundation) e il Consolato d’Italia a Newark, ha presentato giovedì 10 dicembre una tavola rotonda nell’ambito di un ciclo di incontri sulla cultura scientifica italiana a New York.
     

    Al dibattito, moderato dal Direttore Scientifico dell’ ISSNAF, Prof. Giorgio Einaudi, hanno partecipato due importanti scienziati italiani: il Prof. Eugenio Coccia, professore di Fisica Gravitazionale all’Università di Tor Vergata a Roma nonché direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), e il Prof. Vittorio Canuto, Scienziato Emerito della NASA e docente di fisica alla Columbia University e al City College di New York.

    La proiezione di un breve filmato (“From Galileo to Hubble”), girato all’interno di uno shuttle dall’astronauta Mike Massimino, ha introdotto il tema dell’importanza del telescopio di Galileo per lo sviluppo delle future scienze astronomiche. Il prof. Coccia, nel suo intervento dal titolo “Gravitation from Galileo to Einstein and beyond”, ha illustrato la portata rivoluzionaria delle teorie del grande scienziato che per primo, nel 1609, ebbe l’intuizione di puntare il suo telescopio verso il cielo. Ció gli permise di acquisire informazioni più precise sui monti lunari e sulla composizione della Via Lattea e scoprire i primi satelliti di Giove, le macchie solari e le fasi di Venere. Furono queste scoperte ad avvalorare a poco a poco la teoria dell’eliocentrismo giá proposta da Copernico, teoria che dunque Galileo riuscì successivamente a dimostrare attraverso il metodo scientifico, basato su precise osservazioni matematiche. L’universo era per lui come un grandissimo libro, scritto in lingua matematica con caratteri quali cerchi, triangoli, quadrati e altre figure geometriche: senza conoscerne i caratteri sarebbe stato umanamente impossibile comprenderlo.  

    Sempre partendo dall’osservazione dell’universo e con lo stesso metodo scientifico, Galileo approfondì anche la ricerca sulle leggi di gravitá che regolano il movimento delle stelle e dei pianeti, ribaltando definitivamente la visione geocentrica di Aristotele e Tolomeo, e aprendo la strada per i successivi studi di Newton e di Einstein. Lo stesso Einstein ha definito Galileo come il padre della fisica moderna, senza il quale non sarebbe stato possibile arrivare alla moderna teoria della relativitá generale.   

    Dopo la dissertazione del Prof. Coccia quella del Prof. Canuto che, nel suo intervento dal titolo “Galileo and his crimes”, ha ricostruito meticolosamente le tappe della vita del genio toscano, dai primi studi fino alla disputa con la Chiesa cattolica che, com’é noto, lo accusó di eresia costringendolo all’abiura delle sue teorie e confinandolo all’isolamento fino alla morte, avvenuta nel 1642.
     

    Subito dopo Coccia e Canuto sono rimasti a disposizione del pubblico per le domande che sono state numerose. La curiosità degli spettatori ha spaziato da temi scientifici direttamente correlati all’argomento ad argomenti di più stretta attualità, come la mancanza di fondi destinati alla ricerca scientifica, ai problemi legati ai cambiamenti climatici e le eventuali possibili soluzioni.