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Articles by: Francesco Carbone

  • Nazionale di calcio. L'Italia che vince ma non convince


    Chi l’avrebbe mai detto: Lippi salvato sul finale proprio dal cocco del suo predecessore Roberto Donadoni.


    Totò Di Natale riesce a sfruttare al meglio le sole occasioni da goal che gli capitano in tutta la partita regalandoci al 92° una vittoria per nulla scontata.


    L’inizio non è dei migliori, almeno per noi. Nel giro di 17 minuti la squadra azzurra subisce due perdite pesantissime: al 1° Gamberini è messo fuori uso da una lussazione alla spalla, poco dopo Grosso lascia la gara per una costola rotta. Un doppio infortunio che rivoluziona l’assetto tattico messo in piedi da MR Lippi, anche perché le necessarie due sostituzioni non danno vigore alla squadra. Il tridente non dà segni di vita: Toni appare sempre di più appesantito e il doppio centravanti non lo aiuta nemmeno un po’. Poi accade quello che non ti aspetti: nel momento più buio del match De Rossi, in un momento di assoluta lucidità, libera Di Natale il quale opera una perfetta finta di corpo e di destro infila il portiere cipriano sul primo palo. E’ l’ottavo minuto e l’Italia paradossalmente è in vantaggio.


    I nostri avversari però non si abbattono e la difesa azzurra dimostra ancora una volta la sua scarsa organizzazione. L’ala superveloce Aloneftis sia da destra che da sinistra manda completamente nel pallone Barzagli (subentrato poco prima a Gamberini), senza battere però il nostro Buffon che si conferma ancora il numero uno al mondo tra i pali. Tuttavia, al 30° il portierone azzurro si arrende al goal di Aloneftis dopo una dormita generale del nostro reparto difensivo.


    Nel secondo tempo Gattuso entra per Toni. La coppia Gilardino – Di Natale funziona molto meglio e le occasioni non tardano ad arrivare.


    Ad un quarto d’ora dalla fine Dimitris prova senza successo il sorpasso della storia, si allarga sulla fascia ma non trova lo spazio necessario per infilare Buffon. Il risultato sembra già scritto, si va verso quel 1-1 che ricorda tanto quello dei campioni del mondo dell’ 83.


    Di Natale però non è d’accordo e dopo un pallonetto di Camoranesi il suo tocco al volo fa praticamente volare l’Italia al primo successo ufficiale della nuova era Lippi.


     


     



     

  • Europei di Calcio. L’Italia ai quarti, e il biscotto lo mangia qualcun'altro


    La squadra di Donadoni supera 2-0 la Francia con gol di De Rossi (al 17' del secondo tempo) e di Pirlo su rigore (25' pt). E con lo stesso risultato l'Olanda vince sulla Romania. Domenica Nazionale di nuovo in campo contro la Spagna



    Alla fine il tanto decantato biscottone tra la nazionale olandese e quella romena non c’è stato. In onore degli avversari francesi, sconfitti dopo trenta anni durante i 90 minuti, si è deciso di festeggiare solo con champagne, champagne e ancora champagne. L’Italia domina la Francia e va ai quarti di finale di questo Europeo tutt’altro che noioso. I bagagli degli azzurri rimangono nell’armadio e l’aereo predisposto per il ritorno della nostra nazionale nel nostro bel paese rimane fermo in attesa di nuovo ardine.

    La squadra finalmente si è mostrata logica, con un centrocampo con un grande De Rossi centrale ed il talento di Cassano pronto a dispensare palloni in avanti, l'Italia è stata sempre padrona del gioco ed ha costruito molte occasioni da rete.

    Certo la fortuna ci ha aiutato cosi come la professionalità dell’Olanda che vince 2-0 e sbatte fuori dall'Europeo la Romania. Una vera lezione di stile alla faccia di tutti quelli che hanno criticato Van Basten e le sue scelte.


    La squadra: a fare coppia in avanti con Toni c'era il “pibe de Bari” Cassano dal primo minuto, e non succedeva da quasi due anni, esattamente da un altro Francia-Italia, quello del settembre 2006. Alle spalle dei due attaccanti Perrotta a fare il trequartista, a centrocampo i muscoli di Gattuso, Pirlo e De Rossi. In difesa, invece, davanti al Beato Buffon (divenuto quasi divinità dopo il rigore parato a Mutu) confermato il quartetto schierato contro la Romania: Zambrotta e Grosso esterni, Panucci e Chiellini centrali.



    La partita : Zurigo è sotto una pioggia battente che fa da padrona nei primi minuti del match. L'Italia, grazie ad  un pressing incisivo e ad una velocità di base superiore mette in estrema difficoltà i galletti francesi: già al 5' dopo un rinvio sballato di Abidal (con la testa ancora negli spogliatori) Toni va in solitudine verso Coupet, il centravanti però, forse colto da un malanno improvviso, decide di tirare mandando la palla nettamente fuori. Al 10' un colpo di testa del nostro super capocannoniere Panucci (difensore, e questo ci fa capire come i nostri attaccanti siamo in forma in questo momento) su angolo di Pirlo costringe al miracolo sulla linea Makelele. Al 14' Cassano, fino ad allora fuori dal gioco, fa la sua prima apparizione:dribbling stretto che costringe al fallo da ammonizione Evra. Al 24' invece è l’ora di Pirlo che con un lancio al millimetro smarca Toni, il centravanti viene atterrato da Abidal (che per fortuna aveva ancora la testa negli spogliatoi) procurandosi così sia il calcio di rigore realizzato sulla destra del portiere da Pirlo, sia l’espulsione per il difensore che condanna la Francia a giocare tutto il resto della partita in dieci.


    Ma noi siamo italiani, e come tali ci piace complicarci la vita: in 3 minuti, infatti, precisamente dal 28' al 30', Toni riesce a mangiarsi letteralmente altrettante occasioni, aveva forse saltato colazione e pranzo?


    Nella ripresa una botta al volo al 5' di Benzema su cross di Toulalan (alto) ci fa capire che i francesi si sentono ancora in partita. La squadra del mitico Domenech, che prima della partita aveva predetto l’uscita dall’europeo sia dell’Italia che della Francia a vantaggio della Romania, replica con due tiri di Henry parati da Buffon che da Beato diventa immediatamente Santo. Questo il segnale per il  raddoppio: l’Italia, infatti, con una “sciabolata morbida”di De Rossi deviata da un Henry più che suicida arriva al 2 a 0 finale.


    Siamo quindi ai quarti dopo un girone vissuto tra alti e bassi. Anche questa volta siamo usciti vittoriosi dopo l’ennesimo scontro con i nostri tanto amati “cugini” a cui stranamente non andava di bere lo champagne a fine partita.

    Grandi tutti: i giocatori, Donadoni, i tifosi sugli spalti che non hanno mai smesso di incitare la squadra. Un ringraziamento speciale va a Domenech: grande allenatore, sublime profeta. Magari predicesse la nostra uscita da questa competizione anche nella sfida con la Spagna.




     

  • Europei di calcio. Falsa partenza


    “Chiediamo scusa agli italiani”. Una frase che la dice tutto su quello che i nostri ragazzi hanno provato, sulle loro sensazioni alla fine di questa impensabile serata. Non era certo così che sognavamo l'esordio della nostra squadra di calcio in questi campionati Europei.

    "E' stata una falsa partenza in cui nessuno pensava che potessimo incappare, ma che volete, siamo bravi anche in questo, a complicarci le cose. Di fronte a una partita come questa, quando rischi di prendere 5 o 6 gol non e' soltanto la difesa sotto accusa ma l'interpretazione della partita”.

    "A loro –continua il portiere azzurro - e' andato anche tutto bene e a noi tutto male ma non dove essere un alibi, loro hanno giocato meglio e hanno anche perso pochi contrasti. Se l'Italia e' cosi forte come la valutano, allora questo 0-3 e' uno stimolo".


    Esordio nero, anzi nerissimo per la nostra Nazionale: una sconfitta pesante, aggravata dal numero delle reti subite, ben tre, più di quelle subite in tutto il mondiale di Germania. Non accadeva da 25 anni, ed è anche per questo se la magia del mondiale che ci ha consacrato campioni del mondo è già bella che sepolta.

    Il "muro di Berlino" non esiste più (anche perché Cannavaro, con le stampelle, è costretto a seguire i compagni dalla panchina), ma questo non basta a spiegare il clamoroso ko della nazionale di Donadoni, che ora finisce nella bufera per le sue scelte.

    La batosta, infatti, ha scatenato la tempesta attorno al ct azzurro, criticato per le scelte e per la lentezza nel cambiare l'assetto della squadra dopo un primo tempo da incubo: Del Piero, subentrato nella ripresa, non è riuscito, peraltro, a cambiare la partita, mentre Cassano è entrato a un quarto d'ora dalla fine, due minuti prima del colpo del ko, firmato addirittura da un difensore, Van Bronkhorst.


    Insomma, un Italia irriconoscibile, impacciata in ogni suo movimento e in ogni zona del campo. Ma non è stato solo autolesionismo, bisogna fare i dovuti complimenti alla squadra avversaria. L’Olanda non è  certo una squadra priva di personalità, troppo giovane e inesperta per reggere un'importante competizione internazionale. È una buona, anzi, un'ottima squadra. Veloce, a volte troppo, attacca e difende come una cosa sola: un vero e proprio team.

    La partita

    Contrariamente al risultato finale il match inizia sotto i migliori auspici.

    Meno di tre minuti, infatti, e c'è già la prima fiammata della nostra Nazionale. Di Natale scappa via sulla destra, palla dentro per Toni ma l'attaccante sbaglia la misura del cross. L'Italia c'è e sembra ben solida. Ma dalla mezz’ora in poi comincia ad esserci anche l’Olanda, o meglio, solo l’Olanda.. Nel giro di cinque minuti, infatti, dal 26' al 31', con l'uno-due firmato da Van Nistelrooy ( in posizione nettamente regolare per via della normativa Uefa che considera "attiva" la posizione di Panucci, a terra in quel momento fuori dal campo) e Sneijder che conclude in mezza girata un contropiede velocissimo partito addirittura da un corner in favore dell'Italia.


    A sorpresa Donadoni ripresenta gli stessi undici del primo tempo e infatti il gioco dell’Italia rimane immutato. L’ingresso di Del Piero e Cassano riaccende la speranza di una rimonta che avrebbe avuto del miracoloso. Il 2-1 sembra maturo e, invece, arriva su contropiede il 3-0 Orange. Una sconfitta che fa male, e che ci costringerà a vincere le prossime due partite. Con 4 punti si rischia di andare a casa (quattro anni fa, in Portogallo, non bastarono 5.

    Bisogna comunque andare avanti, fare tesoro degli errori fatti e pensare alla prossima partita.

    Affronteremo la Romania, una squadra da non sottovalutare, una squadra-rivelazione, che è riuscita ad ottenere un meritato pareggio contro Francia di Domenech.


    E allora Forza Azzurri

     

  • Inter. L'altra faccia della festa


    Poteva essere la nostra occasione per riabilitarci, conquistando titoloni a nove colonne sui quotidiani più importanti della stampa estera, come il campionato più combattuto dell’anno. Poteva esserlo, ed in parte lo è stato, ma tanto noi italiani siamo bravissimi a tramutare l’ora in merda.

    Il campionato italiano di calcio si è concluso oggi con il successo dell'Inter. Ma invece di diventare una festa, la vincita si trasforma in guerriglia, con scontri prima e dopo la partita, in cui è rimasto ferito un poliziotto di 28 anni, ricoverato all'ospedale Maggiore di Parma per contusioni multiple. Dopo lo spavento iniziale, quando le sue condizioni sembravano molto gravi, in serata la situazione è parsa meno preoccupante: non è in pericolo di vita, guarirà in 20 giorni.


    Il modo peggiore per festeggiare un traguardo cosi importante e tanto sofferto. In un clima surreale, infatti, le migliaia di tifosi nerazzurri, rimasti fuori dallo stadio Tardini per ordine della prefettura parmigiana, hanno dato libero sfogo alla propria voglia violenza, scontrandosi con la polizia e con alcuni tifosi parmigiani.


    La tensione è scoppiata già un'ora prima della partita, dopo l'arrivo dell'autobus della squadra nerazzurra. E' bastata qualche scintilla per scatenare quel qualcosa che con il gioco del calcio non c’entra proprio nulla: prima qualche scaramuccia fra le due tifoserie, poi alcuni supporter interisti che hanno cercato di forzare il cordone delle forze dell'ordine (circa 300 fra poliziotti e carabinieri).
    Dopo numerosi lanci di fumogeni, bottiglie, e altro sono partite le cariche della polizia. I tifosi sono scappati, disperdendosi per le strade attorno allo stadio. Alla fine sono stati cinque i feriti accertati, compresi due poliziotti: uno, il più grave, in forza al Reparto mobile di Bologna, è ricoverato in chirurgia d'urgenza all'ospedale di Parma dopo essere stato colpito all'addome da una bottiglia piena d'acqua. Inizialmente si temeva qualcosa di grave come il distacco della milza, ma fortunatamente se l’è cavata “solo” con dolore e contusioni. Un altro, meno grave, era alla guida di un furgone che è stato poi sfondato dal lancio di un sasso: guarirà in dieci giorni.


    Come troppo spesso accade, a farne le spese sono sempre persone che con questa stupida violenza non hanno niente a che fare. In questo caso non ci si è voluti fermare alle Forze dell’ordine, anche alcuni colleghi giornalisti sono stati presi di mira: un operatore di Mediaset si è beccato un pugno e uno di Tv Parma è stato poi aggredito gratuitamente a fine partita. Ma non è ancora finita, in un giorno cosi importante non ci si poteva fermare solo a questo. A fine giornata il bilancio degli incidenti conta anche il danneggiamento di alcuni autobus e automobili e di cassonetti Anche una scuola materna, al fianco dell'ingresso della curva ospiti, é stata devastata., come a dire: non abbiamo nessun rispetto, neanche dei bambini.
    Complimenti a tutti, siamo fieri di voi.


     

  • Ibra Kadabra e l’Inter è campione d’Italia


    È il 6' della ripresa e, quando Ibrahimovic si alza dalla panchina, la Roma è prima in classifica durante l’ultima giornata del campionato di calcio italiano, quindi, virtualmente campione d'Italia. Ma lo svedese, in pochi minuti, spinge l'altalena dell'Inter così forte da rispedirla dall’inferno al paradiso. Due gol che risolvono una partita durante la quale i nerazzurri sono apparsi piu’ che inconcludenti, complice anche il terreno di gioco pesante a causa della pioggia che per tutto il pomeriggio si e’ abbattuta sullo stadio Tardini.
     
    Un’ atmosfera, quella del primo tempo, a dir poco elettrica. Da una parte il Parma, sospinto dai propri tifosi, che sferra attacchi a ripetizione cercando disperatamente il goal della salvezza, dall’altra un Inter che, nonostante tutti i suoi campioni,  non riesce a costruire nulla di importante.
    Il duplice fischio segnala la fine dei primi 45 minuti avvicinando lo spettro sempre più concreto del 5 maggio 2002. Il secondo tempo comincia senza sorprese, nessuna sostituzione per entrambe le squadre. Il Parma, confortato dalle notizie che arrivano da Catania (la Roma vince di misura condannando i siciliani alla retrocessione), continua ad attaccare mettendo in seria difficoltà un Inter irriconoscibile. Poche e inutili le azioni importanti dei nerazzurri, nonostante i tentativi, infatti, la porta degli emiliani pare essere stregata.
     
    Poi arriva lui: il dio Sole in una giornata piovosa. Entra Zlatan e tutto cambia.
    Prima uno splendido assolo: controllo, dribbling e gran destro, poi pochi minuti piu’ tardi, consegna il 16esimo tricolore ai nerazzurri, superando di piatto l’incolpevole Pavarini dopo una perfetta azione sulla fascia dell’esterno brasiliano Maicon.
    La storia del campionato italiano di calcio e’ scritta e per la terza volta consecutiva ha come protagonista positiva l’Inter. I giolloblu, invece, dopo 18 anni di A tra alti e bassi, retrocedono nella serie cadetta dopo una stagione vissuta per intero sul fino del rasoio. Al neo-presidente Ghirardi l’obiettivo di risalire al più presto.
     

    Uno scudetto sicuramente meritato quello della societa’ di via Turati, un grande traguardo raggiunto, questa volta, all’ultima giornata. L’incubo del 5 maggio, come sottolineato a fine partita anche dal presidente Moratti, rimane un lontano ricordo, nonostante le “gufate” degli ultimi giorni.

  • ENIT. Rapporto annuale per un turismo che cresce ed una Napoli pronta a "risorgere"


    Il tema centrale è stato la promozione del turismo italiano in un periodo non certo facile sotto diversi aspetti. Nella sede newyorkese è stato presentato il piano dell'Agenzia Nazionale per il Turismo, ente che si occupa della dell'immagine turistica all'estero. Il direttore dell'Enit del North America, dr Riccardo Strano, il vice presidente Enit Italia, dr Enrico Paolini, hanno esposto agli addetti ai lavoro le linee guida del progetto. Presente anche l'assessore al Turismo del comune di Napoli, Valeria Valente, che ha affrontato con efficace chiarezza le problematiche note sull'immagine della Campania.



    L'Enit ha deciso, per contrastare la tendenza non favorevole dei flussi turistici USA, di intensificare le proprie azioni promozionali con una serie di seminari e presentazioni in numerose destinazioni americane e canadesi. Si spiegheranno così l'impegno e i progressi che l'Italia sta ottenendo grazie alle politiche adottate.


    Enrico Paolini ad una nostra richiesta di ulteriori informazioni, tabelle alla mano, ci ha risposto: "da un anno e mezzo l'Italia è quinta nella classifica mondiale per il turismo, certo stiamo migliorando lentamente ma ci stiamo impegnando a fondo per velocizzare il nostro lavoro. Nell'ultimo anno il turismo dagli Stati Uniti è aumentato del 6%, da 4,3 milioni di presenze si è passati a 4,8."



    Nelle linee guida proposte dall'Enit ci sono: rapporto qualità prezzo, contenimento dei costi dovuti all'aumento del carburante. "In questo momento siamo penalizzati dal cambio in euro – ancora Paolini - stiamo facendo il possibile per favorire i cittadini americani. Tuttavia, ci sono delle difficoltà evidenti dovute soprattutto al prezzo del petrolio. Di questo ed altro si parlerà il 20 e 21 alla conferenza per il turismo a Riva del Garda nella quale incontreremo i rappresentani del nuovo governo, sarà un occasione fondamentale per prendere decisioni importanti".


    Diviene, pertanto, indispensabile agire direttamente sui prezzi e renderli maggiormente accessibili ai consumatori americani la cui capacità di spesa, anche per un cambio non favorevole, risulta ridotta rispetto agli anni precedenti.

    In questo contesto una notizia positiva, che abbiamo ascoltato nel corso della presentazione, proviene da Alitalia e Eurofly.


    Le due compagnie, infatti, sembra non si facciano più concorrenza. L'Alitalia si sta concentrando maggiormente su Roma mentre Eurofly promuove le nuove destinazioni "regionali": Palermo, Napoli, Pescara, Bologna, Lamezia Terme. Nell'ultimo periodo, inoltre, si e' riscontrato un aumento dei viaggi tra America e Italia non solo legati al turismo, ma anche per la nascita di nuove forme di rapporto "societario" tra i due paesi.

    Un rapporto speciale quindi, che lo stesso vicepresidente riassume come Prodotto Integrato Turistico: "i turisti non vengono solo per il mare, la spiaggia o altro, cercano qualcosa di particolare sono interessati anche al nostro cibo, ai nostri vini fino all'acquisto di immobili."


    Riccardo Strano, soddisfatto della grande partecipazione alla conferenza ci ha detto: "siamo riusciti nel nostro intento, la presenza dei tour operator canadesi, statunitensi e brasiliani assume una certa rilevanza per il nostro Paese soprattutto rispetto alla regione Campania."



    Soddisfazione espressa anche dall'assessore Valeria Valente: " il problema dei rifiuti ci ha danneggiato moltissimo, ma Napoli sta risorgendo e queste manifestazioni ci danno la possibilità di dimostrarlo. Abbiamo già realizzato molto, basti pensare alla nascita delle nuove strutture alberghiere, ai progressi della rete di trasporto e alla riqualificazione del porto e dell'aeroporto.

     

    Napoli e il turismo. Una città che risorge

    Napoli sta risorgendo. Questo il messaggio lanciato dall'assessore al turismo del comune di Napoli, Valeria Valente, durante la conferenza dedicata al turismo nella sede Enit di New York.

    Una situazione difficile quella dei rifiuti nel capoluogo campano di cui si è parlato anche troppo, soprattutto nei circuiti internazionali. Problema  secondo la Valente ormai efficacemente circoscritto e vicino a una risoluzione finale.

     

    E' da qui che ripartono Napoli e la Campania con importanti iniziative mirate alla riconquista del turismo soprattutto dagli Stati Uniti. Iniziative che vanno in diverse direzioni toccando differenti punti come ci spiega l'assessore: "oltre al collegamento aereo diretto che unisce Napoli a New York stiamo lavorando sul fattore qualità prezzo. Per quanto riguarda la qualità siamo in netta crescita, sono diverse le strutture alberghiere nate in questo periodo soprattutto al centro storico a prezzi molto competitivi. Stiamo facendo notevoli progressi –continua la Valente- anche per quanto riguarda la rete di trasporto, sempre piu rapida ed efficiente. Non bisogna dimenticare il successo del 'biglietto unico' che permette ai turisti di comprare un solo biglietto per usufruire di tutti i mezzi di trasporto della città e di avere sconti per musei, mostre ed eventi.

     

    Una Napoli che volta pagina, grazie anche agli importanti lavori di riqualificazione  del porto, dell'areoporto e della stazione centrale. Degna di nota anche l'iniziativa chiamata EasyNapoli ovvero pacchetti di almeno due notti che racchiudono l'idea di qualità e convenienza: " questi pacchetti si indirizzano verso quattro abiettivi –afferma l'assessore-: cultura, famiglia, enogastronomia ed eventi. Possiamo offrire un'alta qualità con prezzi competitivi anche per questo contiamo di realizzare offerte direttamente in dollari".

     

    Un momento particolarmente simpatico è stato quando all'assessore viene chiesto di spiegare il significato del cornetto napoletano: " fa parte della nostra antica tradizione è un porta fortuna e noi speriamo di portare fortuna a tutti gli americani che ci verranno a trovare."

  • Scudetto al "cardioParma"


    Nemmeno il miglior regista hollywoodiano avrebbe potuto immaginare uno spettacolo simile. Per la prima volta dopo tanti anni il campionato italiano di calcio riesce a regalare ai propri tifosi un finale al cardiopalmo. Si deciderà tutto tra una settimana ovvero alla 38esima giornata, l’ultima disponibile. Intanto più tempo passa e più si parla di quello che è accaduto. Il sogno dell’Inter di chiudere i giochi con 90 minuti di anticipo finisce tra i pianti e i fischi dei tifosi nerazzurri increduli davanti all’ennesima occasione di gloria inspiegabilmente mancata. Il Siena, infatti, anche se già salvo, fa fino in fondo il proprio dovere giocando una partita perfetta e regalando una speranza concreta alla Roma di Spalletti.

     

    A San Siro, negli ultimi minuti di gioco, si respirava l’aria del 5 maggio 2002, quando l’Inter perse lo scudetto all’ultima giornata. Era tutto pronto per la festa, 80mila tifosi con la maglia nerazzurra a creare "la bolgia" richiesta giorni prima da Mancini. Invece l'Inter vive l'ennesima giornata da psicodramma totale, facendosi bloccare sul 2-2 dal Siena con episodi ed emozioni che nessuno poteva prevedere.


    Il protagonista non poteva che essere Marco Materazzi, cioé il miglior giocatore a due facce del campionato: campione del mondo con gol nella finale dei mondiali di calcio di due anni fa e autore domenica scorsa dell'errore dal dischetto che potrebbe essere decisivo per lo scudetto. Un errore doppiamente importante, perchè secondo Mancini il rigorista designato doveva essere l’attaccante argentino Cruz. Gesto definito più volte antisportivo, commentato dallo stesso Materazzi il quale parla di un errore del momento di cui si prende tutta la responsabilita’.


    La Roma, intanto, non sta a guardare e continua la sua inarrestabile marcia di avvicinamento all’Inter superando di misura una buona Atalanta. Con Totti a fare il primo tifoso in tribuna la squadra di Spalletti gioca bene e sbaglia pochissimo. Il match all’Opimpico trascorre in un’atmosfera non certo normale: gli occhi sul campo ma il pensiero a Milano, una partita nella partita che nessuno poteva pensare di vivere.


    Lo aveva detto anche il tecnico giallorosso alla vigilia: “Dobbiamo essere realisti, penso che le chance di vincere lo scudetto siano pochissime, sfiorano l’1%”. Coerente fino in fondo l’allenatore romano che non cambia idea neanche quando il tabellone luminoso mostra le due reti del Siena, fino al boato per il rigore parato da Manninger a Materazzi che ha tagliato definitivamente le gambe all’Inter.


    Un campionato, quindi, ancora tutto da vivere. Finalmente qualcosa di cui vantarsi soprattutto a livello internazionale dove i maggiori campionati europei hanno gia’ premiato i vincitori. Non ci resta che aspettare ancora qualche giorno perché solo alla fine sapremo se piangere o gioire.  L’unica cosa certa è che per il calcio italiano comunque vada è stato un successo.