Maria Teresa Sansalone. Quella valigetta del nonno di Palermo ...

Letizia Airos (April 30, 2016)
Dalla Calabria a New York. Come la nipote di un barbiere siciliano, appassionata al mestiere fin da bambina, sbarca a Manhattan, inventa e re-inventa il suo lavoro con grande libertà e finisce per coronare il suo sogno di lavorare nel mondo della moda (ma non solo).

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Ha la sua regione, la Calabria, nei lineamenti. Marcati e dolci al tempo stesso.

Puo'  avere un look molto glamour, ma incontri una parte saliente della sua personalita' solo quando la vedi lavorare. Parliamo con lei tra un taglio e un colore.

Tutto comincia con Nonno Salvatore

Nata a Sidarno, in provincia di Reggio Calabria, Maria Teresa Sansalone ha una storia unica ma al tempo stesso emblematica. Racconta la tenacia di una donna del sud che conquista il suo spazio nel mondo, grazie ad una professionalita' piena di passione.

Tutto comincia con nonno Salvatore. “Era barbiere a Palermo e d'estate veniva in vacanza da noi. Portava con se quella valigetta con gli attrezzi per tagliare i capelli ....”

E Maria Teresa, che non raggiugeva ancora il metro di altezza, lo accompagnava imparando i segreti del mestiere, e soprattutto la passione. Prende la strada del nonno molto presto. A soli 12 anni, nonostante le resistenze dei genitori, va a fare apprendistato da un parrucchiere americano. “Se prendi buoni voti a scuola puoi andare!” le dissero i gentitori. “Studiavo la sera. Il pomeriggio imparavo un mestiere che amavo. Dopo sei mesi ho inizato anch'io a fare la parrucchiera. Mi piaceva cambiare il look delle persone che si affidavano a me”.

A soli 13 anni vince un concorso in Calabria. La seconda vittoria nel nord Otalia a Pistoia. A 16 anni arrivano i primi concorsi internazionali. “E' stata dura. Ma era la mia passione. Ero piccola e mia mamma mi accompagnava e faceva il tifo per me. La mia famiglia non era certo ricca, mio padre era un piastrellista, mia madre una sarta. Mio nonno, super-felice mi spingeva ad andare avanti. Era molto vecchio, parlava poco, ma mi stava vicino. Un giorno mi ha regalato la sua cassettina degli attrezzi. E' diventata il mio portafortuna. La porto sempre con me”. E dal nonno arriva un altro insegnamento silente “Non ho mai corso contro il tempo, piu' corri e piu sbatti contro qualcosa che non riesci a realizzare. Vado con il vento.”

In giro per l’Europa

Come per tutti la vita ha suoi imprevisti. Dopo sposata, andava a fare i capelli a domicilio, girava con la sua auto bianca. Poi il matrimonio finisce e Maria Teresa deve cambiare vita. Lascia la Calabria per lavorare con il famoso hair stylist Roberto D'Antonio. “E' stato un grande maestro. A volte uscivo piangendo, mi trattava severamente, ma mi ha tolto la timidezza, mi ha formato, resa piu' forte. Ho imparato a relazionarmi e mi ha dato il coraggio definitivo di cambiare l’aspetto gente. Sono stati 7 anni. Dalle 7 del mattino alle 8 di sera e anche dopo. Ho lavorato con attori e nella moda in giro per l'Europa”.

Furono proprio i viaggi insieme a Roberto D'Antonio a mettere nella testa di Maria Teresa l'idea di lavorare all'estero. “Era eccitante andare in posti dove non ti conosce nessuno, sentire parlare altre lingue …. ho quindi cominciato a mandare il mio curriculum oltre oceano. Ed eccomi a New York.”

NYC: Being Italian helps!

A New York Maria Teresa ha avuto esperienze diverse, sia negative che positive. “E’ una citta'; che ti aiuta a sognare — dice — ma ti puo'; anche distruggere. All’inizio non parlavo la lingua, ma mostravo le foto con il colore da cambiare ed i clienti si fidavano...”

E  c'era qualcosa della sua italianita'  che l’aiutava... “Certamente nel nostro campo essere

italiana aiuta. Gli americani amano la nostra cultura, la nostra arte, la moda. Ci ammirano. Si mettono facilmente nelle mani di un'italiana. Si sentono sicuri. E' stato un grande vantaggio.”

La prima esperienza americana è importante, ma Maria Teresa è inquieta. Torna a Roma dove apre un suo negozio, ma non si trova bene, la sua mente è rimasta in America. E' la sua famiglia questa volta a venirle incontro. Le regala un bigietto di sola andata per New York, e l'appoggia in un nuovo progetto: un suo negozio a Manhattan! “Hanno investito su di me, creduto in me. Mia sorella, mio fratello, i miei genitori.... Ho lavorato tanto, mi sono inventata gli aperitivi italiani la sera per farmi conoscere. Tra un bicchiere di prosecco e tanta musica si facevano i capelli. La mia vita sembrava regolarizzata, avevo un socio, il negozio andava bene. Ma ad un certo punto mi sono accorta di annoiarmi. Non cerco la sicurezza, ma momenti creativi. Cosi ho venduto il negozio!”

Nel mondo della moda

Oggi lavora anche in quel negozio, ma solo su appuntamento. Ha sempre i suoi clienti ma è un independent contractor. “Così vado come e dove voglio. E sono anche tornata al mia amore: la moda.” Lavora dunque con persone diverse, persone comuni, ma anche attori, stilisti, modelle. Com’è lavorare da parrucchiera in questi ambienti?

“Nel mondo della moda le esigenze sono apparentemente superiori, è gente sicura davanti alla telecamera ma tanto insicura nel back stage. E' una grande responsabilita'. A volte l'interazione con lo stilista è difficile, ma è anche una grande sfida. Questo non vuol dire che la sfida non ci sia anche con la gente comune. So cosa vuol dire un nuovo taglio di capelli, per chiunque. Si cambia! Per guadagnarti la loro fiducia devi essere pronta a tanti tipi di capelli. Devi essere umile, frequentare corsi formativi. Devi saper imparare e ricominciare.”

Chissa' cosa penserebbe il barbiere Salvatore... “Credo che mio mio nonno mi guardarebbe con quel suo sorriso che amavo, silenzioso ma eloquente. E poi tornerebbe a Palermo per parlare di me in piazza con orgoglio ... In comune con lui ho ancora l'istinto dell'artigiano. Anche vivendo a New York non ho voluto lavorare con molti attrezzi. Mi bastano due forbici e una spazzola.”

E oggi quale è il sogno nel cassetto di Maria Teresa? “Ho venduto il negozio perchè  ho capito che non era quello il mio sogno. Desidero di lavorare sempre di piu' nel mondo della moda. Nelle sfilate. Cosi come agli inizi. Amo l'adrenalina di quei momenti, del backstage. Ho cominciato tanti anni fa, con nomi come Gattinoni, Rocco Barocco, Valentino, Renato Balestra, c'era ancora Lancetti … ma tornare nella moda non vuol dire abbandonare le clienti normali. Sono fondamentali per mantenere il contatto con la realta'. Sono la vita!”

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