Emiliano Ponzi e Olimpia Zagnoli: Una Storia Americana

Mila Tenaglia (February 07, 2016)
“Una storia americana” è la mostra in corso all'Istituto Italiano di Cultura su due dei migliori illustratori italiani: Emiliano Ponzi e Olimpia Zagnoli. Una selezione delle migliori tavole realizzate dai due artisti per il mondo editoriale americano degli ultimi cinque anni. Il risultato è un itinerario composto da creatività, colore e talento.

Vi sarà sicuramente capitato di vedere alcune delle loro illustrazioni sfogliando il New York Times, il New Yorker o semplicemente in una stazione della subway. Avrete ammirato l’abilità con cui affrontano la sfida di tradurre le parole in immagini, colori e figure. La poeticità di un racconto racchiuso in una copertina o dietro una cornice. Emiliano Ponzi e Olimpia Zagnoli sono due illustratori italiani ben conosciuti al pubblico di New York. Ma non gli piace definire la loro “storia americana” come quella di “cervelli in fuga” come spesso si dice in Italia. 
 

Ci tiene a sottolinearlo anche Giorgio Van Straten, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura che ospita la mostra delle loro illustrazioni. “Emiliano e Olimpia sono emblematici di un ampio panorama che trovano in Italia e fuori gli spazi per esprimersi e realizzarsi. Sono un esempio virtuoso di come la creatività  espressa dai giovani italiani trovi ascolto e modo di esprimersi nel panorama americano.”

L’exhibition, curata da Melania Gazzotti, ripercorre attraverso splendide illustrazioni le esperienze e i successi dei due artisti nel mercato dell’editoria americana degli ultimi cinque anni. Inoltre la mostra si estende in un certo senso anche fuori dall’Istituto: infatti in questo periodo se vi capita di andare a mangiare nei ristoranti di Eataly troverete i menu disegnati ad hoc dai due illustratori. Il tema scelto sono le alpi.

Mettersi alla prova nel mercato globale 

Il flayer della mostra è emblematico e rappresenta uno dei maggiori simboli della città, l’Empire State Building, visto dal punto di vista artistico di Emiliano e Olimpia (è l’illustrazione che presentiamo nella copertina di questo numero di i-ItalyNY). Osservandolo è possibile cogliere le rispettive tecniche grafico-artistiche, diverse eppure complementari: la metà di sinistra, opera di Olimpia, è nettamente definita da tratti decisi e dai colori brillanti con un grande sole che sta tramontando dietro il grattacielo. Un’eco dal graphic design degli anni ‘60 e ‘70. La metà di destra, disegnata da Ponzi, privilegia colori tenui avvolti da ombre ben decise e luci che taglienti. 

Emiliano e Olimpia hanno entrambi cominciato a collaborare con gli Stati Uniti a distanza, anni fa, per poi essere sempre più apprezzati dal gusto del pubblico e dell’editoria americana.

“Per mettersi davvero alla prova,” racconta Emiliano Ponzi, “bisogna accettare di competere in un mercato globale, dove giocano i migliori. E’ una competizione continua, che ti stimola ad affinare la tua tecnica e la tua “poetica” per differenziarti sempre di più ed offrire la tua personalissima visione delle cose. E’ un buon modo per crescere.”
 

La discriminante sostanziale è dunque la dimensione del mercato? “Si. La media degli art directors americani ha più esperienza semplicemente perchè interagisce con più illustratori e con più situazioni. Non vuol dire che siano più  bravi, ma che spesso riescono a

gestire il workflow con maggiore velocità e precisione”.

In Italia Emiliano collabora con testate prestigiose come Repubblica e case editrici come Feltrinelli e Mondadori. Ha ricevuto diversi premi anche in Europa sotto varie categorie con la Society of Illustrators, e da poco ha anche pubblicato un libro di illustrazioni con la casa editrice inglese Penguin Books.

Ma l’esperienza newyorkese è stata fondamentale nella sua carriera artistica come testimoniano le commissioni ricevute da parte di editori e testate. E anche i suoi disegni cambianoquando si trova sui due lati dell’Atlantico. “Quando sono a NY,” ci spiega “la verticalizzazione ha un impatto percettivo anche sulla produzione, talvolta quasi claustrofobico in un orizzonte che non trova mai riposo ma è sempre gioco di pieni e vuoti. Diversamente quando sono in Italia o in Europa, la vista respira di più, domina e diventa rarefatta man mano che si allontana”.

“New York ti apre la mente”

Anche Olimpia racconta di come questa città l’abbia cambiata. “New York mi ha svegliata, mi ha tolto la paura del futuro. Mi sono sentita più libera di osare e ho capito che è prezioso esprimere la propria personalità attraverso il proprio lavoro”. Avrete incontrato probabilmente i suoi lavori in una delle 468 stazioni della subway. Infatti per il progetto  “MTA Arts & Design” è stata scelta una delle sue sinuose figure di donna, un tema ricorente nel suo lavoro.

“La donna con gli occhiali è idealmente una ragazza di Harlem che parte la mattina da casa e arriva alla Statua della Libertà all’ora del tramonto, quando tutta la città si riflette nei suoi occhiali. È il simbolo della trasversalità di una città come New York, dove chiunque ha una storia da raccontare e può arrivare dove vuole.” Ma cosa vuol dire avere successo a New York per un’italiana? Olimpia non nasconde che l’impatto va oltre la soddisfazione professionale e apre strade che prima sembravano chiuse: “perchè, paradossalmente, l’esperienza americana ti aiuta a trovare più facilmente lavoro nel suo paese, In Italia, in Europa…” 
 

I migliori cervelli italiani, dunque, come suggeriva anche il direttore Van Straten, non “fuggono” e non “emigrano”—piuttosto vanno e ritornano, si muovono liberamente in uno spazio globale alla ricerca della propria identità e professionalità.

Una Storia Americana 

L’idea della mostra è venuta alla curatrice Melania Gazzotti, sfogliando e pagine di “The New York Times” e di “The New Yorker”, di cui è accanita lettrice. Si è accorta che la presenza di immagini create da illustratori italiani era decisamente aumentata negli ultimi anni e ha voluto approfondire. La sintesi che risulta evidente dall'exhibition non è tanto quella di celebrare i lavori di indubbia bellezza dei due giovani artisti. Piuttosto le differenti tecnico-grafiche di Ponzi e Zagnoli, l'uso dei colori e i tagli della luce offrono un'opportunità di maggiore approfondimento sull'illustrazione italiana . “I più attenti riconosceranno illustrazioni già viste e impareranno a scoprirne di nuove, e soprattutto saranno stimolati a conoscere di più dell'illustrazione italiana.”

Prezioso e da non perdere è inoltre il catalogo curato da Melania Gazzotti per Corraini Edizioni, casa editrice specializzata in arte, che contiene l'intervista di Steven Guarnaccia, Associate Professor of Illustration, School of Art, Media, and Technology, Parsons School of Design, a Olimpia Zagnoli e di Paul Buckley, vice presidente e direttore creativo della Penguin Random House a Massimiliano Ponzi. 

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